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venerdì 26 giugno 2020

La stella del Petit Royal di Paolo Griffa sotto le stelle del Monte Bianco a Courmayeur... il ristorante Petit Royal


Il monte bianco da lassù osserva maestoso il piccolo ed elegante Comune di Courmayeur nel cuore della Valle D’Aosta e qui, al suo cospetto, all’interno dell’hotel 5 stelle Royal and Golf, trova spazio il ristorante stellato del giovanissimo chef Paolo Griffa.
Ampie e luminose vetrate regalano una vista mozzafiato, sia che il panorama circostante sia ovattato da una fiabesca coltre di neve sia che raggi di sole riflettano le acque della piscina che accoglie un verde prato all’inglese parte della struttura. 


Ed è proprio anche la sua straordinaria location, circondata dalle montagne più belle della Valle e da scorci davvero magici soprattutto in alcuni momenti dell’anno, ad aver contribuito al riconoscimento della Stella Michelin. Al Grand Hotel Royal & Golf, ogni angolo è studiato per contribuire alla sensazione di lusso e benessere, di esclusività e coccole e lo spazio del ristorante Petit Royal ne é assolutamente la dimostrazione a parer mio. 

Paolo, classe 1991, è un ragazzo da sempre determinato e focalizzato sulle proprie aspirazioni e ambizioni professionali, sino da quando fece ingresso nell’istituto alberghiero Giovanni Giolitti di Torino, completato peraltro in maniera eccellente e tra i pochi del suo anno che terminarono il percorso di studi. Nel suo percorso accademico e professionale appena post diploma Paolo inanella una lunga serie di esperienze presso altrettanti ristoranti e realtà culinarie di altissimo livello in Italia e all’estero, alcuni reputati tra i migliori ristoranti al mondo come Combal Zero (IT), Chateaubriand (FR), Studio (DK). La grande opportunità di crescita e dimostrazione delle proprie capacità gli arriva come giovanissimo sous-chef del Piccolo Lago di Marco Sacco (Verbania, Italia) dal 2013 a fine 2015, periodo altresì del Premio San Pellegrino Young chef 2015. Da marzo 2016 fa parte della brigata di Serge Vieira, Due Stelle Michelin e vincitore Bocuse d’Or 2005, a Chaudes-Aigues (Francia). Proprio in questo periodo viene contattato dal proprietario dell’hotel di Courmayeur che lo invita per un semplice colloquio e invece lo convince a fermarsi nella località montana ove inizia a dirigere nel 2017 appunto il Petit Royal.

domenica 21 aprile 2019

A cena da Filippo La Mantia a Milano per festeggiare i primi 50 anni di CIS compagnia italiana sale

50 anni e non sentirli... A dispetto di tanti che rimarranno stupiti, il mercato del sale non conosce crisi...l’ho scoperto durante la festa appunto per il compleanno di Compagnia Italiana Sali (CIS) azienda che spegne le sue prime 50 candeline e si conferma un’azienda sana, solida, leader di mercato, 63 dipendenti, vari brands e fatturato in crescita.


mercoledì 27 marzo 2019

Il nuovo menu all'Osteria della Bullona di Milano...provato in anteprima per voi

Attiguo e quasi omonimo di una nota meta della frenetica vita notturna milanese che ha sede nella vecchia stazione ferroviaria della Bullona in via Piero della Francesca, l' “Osteria della Bullona” è invece un intimo ristorante dai toni eleganti ove trascorrere serate all’insegna del buon cibo, vino e chiacchiere rilassanti. Giocato sulle palette bianco e grigio, attira per la presenza, oltre ai tradizionali tavoli singoli, di un imponente social table attiguo proprio alla cucina ove conversare, conoscere i vicini di posto e assaggiare i numerosi amuse bouche in lista nel nuovo menu del giovane chef Andrea Iacolino.



lunedì 23 aprile 2018

Al TOC: un market e un ristorante a Magenta. Un format che mi piace...materie prime selezionate e una cucina dove te le preparano all'istante..perfetto per grandi e piccini

Ogni volta che i concorrenti di Masterchef si recano nella famosa dispensa io rimango estasiata e sogno una incursione in un tale Eden, un luogo dove trovare cibo fresco e selezionato in base a parametri come il tipo di coltivazione, di alimentazione e stile di vita se si tratta di cibo animale, di sofisticazione e tecnica di preparazione se ci riferiamo ad un prodotto finito. Ecco io questa emozione l’ho sentita entrando per la prima volta al TOC.

martedì 12 dicembre 2017

Alla scoperta della cucina Andina..ristorante Don Juanito a Milano


Solitamente al rientro da un viaggio siamo portati a voler rivivere certe emozioni sensoriali che ci riportano nostalgici a quanto appena terminato…almeno per me è cosi e solitamente io ricerco i sapori, gli accostamenti e i profumi dei piatti appena assaggiati. Non sono mai stata sulle Ande purtroppo, vastissima zona montuosa che investe un’ampio territorio del Sudamerica, affascinante e colorato continente, che va dal Peru’al Cile e all’Argentina, stati tanto culturalmente diversi quanto accomunati nell’utilizzo in cucina di alcuni ingredienti.

Cosi in un Milano gelida e battuta da cristalli di pioggia ghiacciata ho varcato la soglia di un ristorante Andino che mi ha riscaldato l’animo, il Don Juanito. Ormai la capitale meneghina offre un ventaglio ampissimo di proposte culinarie internazionali piu’ o meno adattate al nostro palato ed è davvero possibile compiere un giro del mondo mangereccio  all’ombra della Madonnina.

Il Don Juanito, nato come tavola calda alcuni anni fa, ha voluto e saputo perfettamente crescere ed è ora, complice una sapiente ristrutturazione e la presenza del giovane chef peruviano Alex Huayaney, originario  della zona montuosa di Ancash, che intreccia ai fornelli le personali numerose  esperienze avute tra l’Argentina e il suo paese, un ristorante che ti coccola con piatti d’autore.


giovedì 9 giugno 2016

C'era una volta #alcortile.. Un italoamericano a Milano


Potete immaginare la mia gioia quando mi hanno invitato alla riapertura di un angolo di Milano, un locale di cui già vi ho parlato in più occasioni, una nicchia dove sin dal primo incontro mi sono sentita a casa: Al Cortile. Ecco, proprio al concetto di casa volevano avvicinarsi i numerosi italiani che migrarono negli States nel secolo scorso e che pur di rivivere i profumi e i sapori della loro casa e lontana terra natia dettero vita ad una serie di ricette ovviamente rivisitate in base alle materie prime reperibili negli USA che proponevano ai clienti e ai parenti nei loro ristoranti di Little Italy, il quartiere tricolore che li accolse nella Grande Mela.