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martedì 27 marzo 2018

un delizioso finger food salato per Pasquetta...con la focaccia pasquale


Conoscete la focaccia Pasquale? Io non la avevo mai assaggiata sino a pochi giorni fa. Così, appena mi è arrivato il pacco della azienda Fraccaro di Castelfranco Veneto che la conteneva non ho saputo resistere. La Focaccia Carta Verde Fraccaro.. wow!
La cucina echeggiava di un profumo inconfondibile di lievito e di prodotto da forno...odore di casa, tipico di quei prodotti che anche se definiti industriali hanno più le caratteristiche di artigianale. La forma ricorda un piccolo panettone colore giallo chiaro semplicemente ricoperto con alcuni fiocchi di zucchero delicato. Per me che non amo particolarmente i dolci, soprattutto se esageratamente ricchi di ingredienti, direi una piacevole sorpresa. Mentre assaggio scopro che questo dolce tipico Pasquale ha antiche radici: era in passato il tipico dolce Pasquale dei poveri, ottenuto semplicemente aggiungendo ad un impasto base lievitato, tipo quello da pane, delle uova, zucchero e burro...niente canditi o mandorle per intenderci.. ancora oggi la azienda dolciaria Fraccaro lo produce così, peraltro non solo in questo periodo dell’anno, partendo da prezioso leggero lievito madre e rispettando i dovuti tempi appunto di lievitazione che conferiscono la tipica soffice alveolatura al prodotto finito. Non essendo molto dolce io ho pensato di utilizzarne la calotta centrale per dei finger food salati perfetti per un pic nic davvero chic...due bollicine e il gioco è fatto. La focaccia pasquale ben si è prestata per questa preparazione..il salmone affumicato si accoppia con il dolce non marcato della focaccia e con la crema di pistacchi salata…curiosi? Allora provatela!!! La parte che ho eliminato, per intenderci quella ricca di zuccheri nella glassatura può essere utilizzata per un dolce....basterà bagnare leggermente l’impasto con un liquore a vostro piacere, adagiarlo sul fondo di un calice da champagne, coprirlo con una soffice crema chantilly e delle fragole tagliate al momento....

L’azienda produce anche soffici Veneziane e la Fugassa Imbriaga, un dolce lievitato leggero ed aromatico, arricchito con un’emulsione di Brandy e distillato di agrumi.

Ingredienti…

martedì 12 dicembre 2017

Alla scoperta della cucina Andina..ristorante Don Juanito a Milano


Solitamente al rientro da un viaggio siamo portati a voler rivivere certe emozioni sensoriali che ci riportano nostalgici a quanto appena terminato…almeno per me è cosi e solitamente io ricerco i sapori, gli accostamenti e i profumi dei piatti appena assaggiati. Non sono mai stata sulle Ande purtroppo, vastissima zona montuosa che investe un’ampio territorio del Sudamerica, affascinante e colorato continente, che va dal Peru’al Cile e all’Argentina, stati tanto culturalmente diversi quanto accomunati nell’utilizzo in cucina di alcuni ingredienti.

Cosi in un Milano gelida e battuta da cristalli di pioggia ghiacciata ho varcato la soglia di un ristorante Andino che mi ha riscaldato l’animo, il Don Juanito. Ormai la capitale meneghina offre un ventaglio ampissimo di proposte culinarie internazionali piu’ o meno adattate al nostro palato ed è davvero possibile compiere un giro del mondo mangereccio  all’ombra della Madonnina.

Il Don Juanito, nato come tavola calda alcuni anni fa, ha voluto e saputo perfettamente crescere ed è ora, complice una sapiente ristrutturazione e la presenza del giovane chef peruviano Alex Huayaney, originario  della zona montuosa di Ancash, che intreccia ai fornelli le personali numerose  esperienze avute tra l’Argentina e il suo paese, un ristorante che ti coccola con piatti d’autore.


lunedì 13 febbraio 2017

I calamari ripieni a modo mio.....con il curry e con i miei adorati pomodori secchi

Consapevole che sui libri di cucina, riviste e siti dedicati esistano decine di versioni di ricette di calamari ripieni, mi accingo a pubblicare anche una di quelle che preparo solitamente. Che sicuramente sarà simile a molte altre ma che a me piace particolarmente. Un mix di profumi, sapori e consistenze che in verità si presenta sovente diverso dalla preparazione precedente, magari anche solo per un dettaglio o per la qualità della materia prima che scelgo freschissima ma che appunto può essere differente. Il vero motivo per cui mi appresto a scrivere i passaggi necessari per la realizzazione di questo piatto è da ricondursi al fatto che spesso, quando amici e amici di amici lo assaggiano, mi chiedono la ricetta. Ora, trovandola direttamente on line non dovrò più scriverla via Whatsup o via mail...ahahah

lunedì 14 marzo 2016

Una panatura speciale per il pesce spada..e memorie di spensierate e assolate gite in barca

Vi chiederete il perché di questo nome..spada alla Panalu'. Alcuni lettori sorrideranno e capiranno, gli altri sappiano che per me è un salto nel passato, nella vita prima! Una barca, pronti a salpare, musica e ballare a poppa..Prima dei figli e della famiglia, perché prima era organizzarsi senza preavviso, partire in pochi minuti, saltare in macchina con gli amici, decidere last minute ogni programma..i week end al mare, lunghe nuotate senza orari, sacche con il cambio per la sera e sandali con tacchi alti..la ricetta l'ho vista preparare da due ischitani che, nella cucina di bordo, con pochi ingredienti della loro terra preparavano piatti deliziosi. Perché se hai materie prime di livello non è necessario manipolarle troppo, anzi! Meglio lasciarne intatti profumi e singoli sapori! Le dosi non le ho mai avute, sempre preparate ad occhio. La qualità della materia prima ribadisco è fondamentale. La panatura doppia consente al pesce di rimanere morbido e di impregnarsi dei profumi del cappero, del limone, dell'acciuga...la seconda panatura sigilla il tutto per andare in cottura..un calice di Blange' freddo..una striscia di focaccia genovese..si riparte verso altre spiagge.

venerdì 4 marzo 2016

Emilia-Sicilia in un piatto..gnocchi di patate, ricciola, pesto al finocchietto, mandorle..sentite il profumo?

Chi mi segue è ormai a conoscenza della mia inclinazione a preparare impasti base tipici della mie radici emiliane che, influenzati da ingredienti e profumi tipici del sud, assumono una nuova veste. Una nota agrodolce in questo caso. Da accompagnare ai miei adorati gnocchi di patate fatti in casa, che sanno della cucina di nonna Maria. Così mentre impasto sogno i mandorli in fiore, le assolate campagne siciliane, le materie prime che acquisto in quantità quando riesco a recarmi sul posto e che poi utilizzo con parsimonia temendo di terminarle prima del mio prossimo viaggio..perché nella mia mente fantasiosa mi convinco di non poterle acquistare identiche qui al nord. Insomma devo tornare in Sicilia quanto prima, beh sto per farlo. Ve lo confido, manca poco! 

mercoledì 2 marzo 2016

Bistrot e ristorante..Olei a Milano ..sapori mediterranei


Di natura curiosa, prima di varcare la soglia di OLEI, in via Washington a Milano, locale aperto da Luca Ferrarini, mi sono chiesta a cosa si riferisse la scelta del nome e in effetti, una volta capito, l'ho trovato azzeccato...dal latino oleum, Olei mi traghetta con l'immaginazione a profumi e sapori legati alle vie dell'olio, all'amato mediterraneo, ad assolati terreni, profumi di erbe aromatiche, a silenzi accecati dal sole..scelta che ritrovo nel look shabby chic, nella palette quasi monocolore che apprezzo, avorio, beige, tortora.

venerdì 29 gennaio 2016

Gnocchi di patate e ceci con gamberi e porcini..profumati allo zenzero

Quando comincio ad impastare gli gnocchi di patate, di per se semplicissimi, sporco di farina mezza cucina, perché poi ho le mani tutte impiastricciate e devo prendere altra farina o cambiare coltello..insomma finisce che ne confeziono una quantità industriale così poi li congelo e durano almeno un paio di pasti della mia numerosa famiglia affamata..i gnocchi rendono poco in cottura e così ogni volta penso di sfamare un esercito e invece solo i tre figli che tornano dagli allenamenti dei loro vari sport, tutti diversi ovviamente, ne mangiano almeno 6 o 7 etti. Scelgo patate che non rilascino troppa acqua anche una volta cotte, altrimenti il lavoro di impasto con la farina per legare diventa infinito...le migliori? Le acquisto in montagna in dosi massicce..per gli gnocchi le patate non devono essere giovani! Vanno bene anche quelle bianche ma comunque mai novelle o appena raccolte! 
Oggi le ho impastate con la farina di ceci, ricca di fibre e sali minerali. Un sapore che adoro in abbinamento al pesce, in particolare ai gamberi. La ricetta non è mia, o meglio, io l'ho letta su un libro di uno chef che apprezzo e che è fonte per me di ispirazione in molte occasioni, Claudio Sadler. Io l'ho modificata comunque. E ho aggiunto un mio personale tocco finale, lo zenzero fresco. 


martedì 3 novembre 2015

spaghetti di grano saraceno, gamberi, zucca e zenzero...fibre, vitamine e proteine..tanto gusto che fa bene alla linea e all'organismo

Assaggio una nuova pasta presentata sul palco di Expo presso il Cluster Cereali e Tuberi. Un giovane chef, Mattia Crimea, che nonostante la giovane età e' esecutive chef del ristorante di uno storico hotel nel centro di Sondrio, originario delle zone di produzione di questa pasta, me la fa testare con vari accostamenti. Mi è piaciuta così tanto che ho provato una mia variante con alcuni ingredienti che adoro. La pasta in questione è di segale e l'ha appena lanciata sul mercato una azienda di cui vi ho già parlato, il pastificio Di Chiavenna, piccola realtà in Valtellina, pasta Il Moro, guidata dalla stessa famiglia ormai da ben cinque generazioni di cui apprezzo tanto i prodotti sani e gustosi quanto la filosofia aziendale. Nella ricetta il gusto della segale, antico cereale ricco di fibre e di proteine, si accosta a mio parere a meraviglia con il retrogusto dolce della zucca (vitamine pure) reso parzialmente piccante dalle note di zenzero, con la carne del gambero e la croccantezza appena accennata dei semi di papavero. Ricordate che questa pasta cuoce in un attimo pertanto consiglio di scolarla ben al dente e risottarla nel sughetto dei gamberi! 

domenica 18 ottobre 2015

Un esperimento riuscito bene...crema di scamorza affumicata di bufala, polpo e patate croccanti, fagiolini verdi..

Da me l'estate è lontana..da alcuni di voi fortunati invece il tepore estivo probabilmente permette ancora di trovare i fagiolini..ormai fuori stagione. Nel pieno della loro bontà io ne compro a profusione poi li congelo così da avere il prodotto buono e soprattutto italiano anche durante i mesi invernali. Perché i fagiolini verdi sono un prezioso alimento ricchi di vitamina A, e di flavonoidi poli fenolici antiossidanti che contrastano i temuti radicali liberi fautori del processo di invecchiamento, ricchi del complesso di vitamine B, di folati, di preziosi sali minerali e fibre..
Il polpo con le patate e' un classico che mai tramonterà..rivisitato da chef e cuochi, in modi più o meno originali ed esotici..io lo adoro. Come avrete capito lo preparo spesso, uso anche il prodotto surgelato e ricordate che è adatto a chi tiene sempre sotto controllo la linea, ha un alto contenuto di fibre e un basso contenuto di grassi; contiene ferro, fosforo, calcio, potassio, magnesio, vitamina A e sali minerali. Oggi lo preparo con qualche aggiunta. Con i fagiolini appunto e con la crema alla scamorza affumicata di bufala. Se volete aggiungere un elemento di croccantezza potete saltare le patatine in padella un attimo! Adorerete questo connubio...affumicato, dolce, morbido e delicato. Un piatto completo. 

Ingredienti per 4 persone
un polpo da 800 g 
400 g di patate 
200 g di fagiolini  
un dl di vino bianco 
una cipolla 
una costola di sedano
una foglia di alloro 
Un rametto di rosmarino
olio extravergine di oliva 
sale, pepe 
Una scamorza di bufala affumicata Caseificio Giordano gr 150
Latte fresco gr 80 ma verificate la consistenza in corso d'opera !!


Lavate le patate e mettetele a cuocere in abbondante acqua fredda per circa 30 minuti, o finché non riuscite a prenderle con una forchetta. In un’ampia pentola fate scaldare acqua, poco sale, l'alloro, cipolla, carota, sedano e il vino bianco, poi quando sta per andare in ebollizione immergete 3 volte il polpo, sollevandolo ogni volta, nell'acqua bollente, infine lasciarlo a bollire in acqua finché non si ammorbidisce, almeno 45 minuti, verificate con una forchetta se è' cotto, deve essere davvero morbido. Lasciarlo raffreddare nella sua acqua quindi scolatelo, privatelo della pellicina e riducetelo a pezzetti regolari. Spellate le patate ancora calde e tagliatele a quadretti regolari. Unitele al polpo e condite. Aggiungete il rosmarino e lasciate insaporire.


Spuntate i fagiolini e lessateli in acqua bollente salata per circa 10 minuti, scolateli e mescolateli in una terrina con le patate e il polpo. 

Grattugiate grossolanamente la scamorza affumicata. Portate a ebollizione il latte e unite la scamorza grattugiata, quindi mescolate costantemente con una frusta fino a quando non si sarà quasi del tutto sciolta creando una crema che comunque risulterà granulosa proprio per assaporare meglio il gusto e il profumo intenso del formaggio. Salate a piacere.

Per comporre ogni singolo piatto versate sul fondo la crema di scamorza, adagiate i fagiolini cercando di sistemarli in maniera ordinata, ponetevi sopra un largo coppapasta e riempitelo con il composto di polpo e patate. Eliminate il coppapasta, passate un giro di olio extravergine, un rametto di timo sfogliato e una grattugiata di pepe nero. 


lunedì 5 ottobre 2015

Una palette di colori e sapori ..il look dell' autunno in una ricettaspeciale

Quando mi è arrivato il pacco contenente il riso inviato da Sa.pi.se Risi speciali (www.sapise.it), con il quale avrei partecipato a questo contest con una ricetta, ammetto di essere rimasta sorpresa. La scelta del riso da inviare ai partecipanti era tramite estrazione è dato che la Sapise risi speciali ha ben due tipologie di riso nero in assortimento, per la legge dei grandi numeri davo per sottinteso mi arrivasse questo, che ho già cucinato in parecchi modi..ahah mai sottovalutare la dea bendata! Ho ricevuto il riso rosso Ermes. Voglio in primis spiegarvi che queste tipologie di riso, il Venere, Artemide, Apollo, Cerere, Carnise ed Ermes, sono 100 per cento Made in Italy e devono il loro particolare aroma e colore ad anni di ricerca da parte del centro di Ricerche Sa.pi.se di Vercelli..in particolare la loro accesa colorazione è dovuta alla naturale presenza nel chicco di antociani, potenti antiossidanti..antirughe quindi! 
Il primo passo è stato allora di chiudere gli occhi per percepirne il profumo, poi di cuocerne qualche chicco da assaggiare al naturale per percepirne il sapore. Che onestamente immaginavo diverso. Più pregnante, intenso, forte. Pur essendo una amante del riso nelle sue numerose varietà non avevo mai provato il rosso integrale. Cucino di frequente non solo i risotti, dai più tradizionali a varianti un po' più originali e fashion ma anche le varietà che nell'immaginario collettivo vengono frequentemente associate a paesi lontani ed esotici..nulla di più errato. Questi eccezionali Risi sono prodotti appunto nel vercellese. Parliamo allora del riso della mia ricetta..Il Riso Ermes, un riso rosso integrale, coltivato in poche realtà selezionate. Ovviamente senza glutine e fonte di sorrisi per me che pur essendo golosa e godereccia a tavola, amo assumere tutta una serie di principi nutritivi in modo immediato e naturale tramite il cibo, nella fattispecie Ermes fornisce sali minerali, come manganese, ferro, calcio e selenio oltre appunto ai preziosi antiossidanti. Ho percepito un sapore delicato, ho appositamente scolato al dente perché amo percepire la croccantezza del chicco, ne ho apprezzato il sapore anche privo di condimento. E ho scelto di abbinarlo agli ingredienti della ricetta che segue.  Che mi riporta al mio amore per la Sicilia pure..

mercoledì 16 settembre 2015

Super eroi! Si può! Naturalmente con super Nergi...sorpresa!Sorprenditi soprattutto

ITu l'hai mai provato il Nergi?? Una pubblicità di tanti anni fa invogliava ad assaggiare un nuovo prodotto disponibile sugli scaffali del supermercato e quando mi hanno raccontato la favola di questo frutto dalle molteplici virtù e proprietà nutritive, mi è balzata alla mente quella frase..tu l'hai mai provato..?? La curiosità ammetto fosse notevole dato che prima del pacchettino da aprire appena consegnato a casa, mi avevano inviato mail e informazioni al riguardo..bazzicando sul web leggevo indizi sul gusto di questo piccolo frutto nuovo, un baby kiwi...tutto italiano...piemontese per l'esattezza!! Bio e naturale! La curiosità è donna dicono e io non nascondo la mia al riguardo. 

venerdì 11 settembre 2015

Polpo pescato e cucinato! Gioia per i miei bimbi! Un sugo speciale coni fusilli di grano saraceno

Metti che i tuoi figli dopo ore in mare, con le spalle bruciate dal sole nonostante la crema protettiva, con le dita sciolte per il troppo tempo trascorso in acqua ti urlino che hanno visto un bel polpo di scoglio e stanno per pescarlo e tu col sorriso forzato alzi lo sguardo verso di loro e dici ma certo per incoraggiarli..e quelli dopo 10 minuti neanche ti arrivano ai piedi col polpo intrecciato alle loro dita, catturato senza fiocina o uncino ma con un retino e le mani, con uno sguardo fiero quasi eroico, il compiacimento stampato in ogni zigomo e muscolo del viso, in attesa del coro di plausi e di ooohhhh da parte non solo di mamma ma dell'intera spiaggia e della miriade di bimbi presenti impazziti e un po' gelosi..mai avrei creduto possibile simil impresa e invece li ho evidentemente sottovalutati! Non di dimensioni enormi suvvia, ma sufficiente per un sugo super..

sabato 8 agosto 2015

Una ricetta del cuore..lasagne nere ripiene di ratatouille e pesce spada

Questa è una mia ricetta del cuore..va di moda adesso averne una..questa è una delle mie e l'ho inventata qualche anno fa. Non so esattamente da cosa sia scaturito il mix di sapori che caratterizzano questa ricetta. 
Non sempre abbino gusti a me familiari e prediletti, ma in questo caso l'idea e' nata proprio dal mio sangue Emiliano incline all'impasto e alla preparazione casalinga di pasta fresca, dalla mia fissazione per una porzione di verdure a pasto o comunque al giorno, imprescindibile per l'apporto di vitamine, sali minerali e fibre e per il mio amore incondizionato per il pesce..
Il pesce spada mi proietta con l'immaginario alla Sicilia, alle Lipari per l'esattezza..Salina e Filicudi, piedi scalzi e un costume bagnato appiccicato ad una consunta sedia di legno di un ristorante sul mare, senza fronzoli, solo pesce fresco appena pescato cucinato in modo semplice e una caraffa di vino bianco gelido..peperoncini appesi ad essicare, melanzane carnose, origano fresco..

martedì 14 luglio 2015

Un primo completo. sano. spaghetti di grano saraceno con sgombro, pomodorini, gamberi

Fidelin del Moro con sgombro, datterini, gamberi e trito aromatico

Vi ho già parlato in un post precedente di quanto io abbia apprezzato i prodotti di questa realtà valtellinese che ho incontrato durante lo show cooking che ho fatto ad Expo2015. Una piccola azienda che sa ancora di artigianale e che trasmette a chi la incontra l'amore per il rispetto delle tradizioni e per il trattamento eccellente della materia prima. Quest'oggi ho cucinato la loro pasta di grano saraceno e voglio dire agli appassionati della pasta trafilata al bronzo che anche questa rimane rugosa se scolata per tempo e si imprime al meglio dei sapori del sugo in abbinamento. Ho scelto una base di pesce, sia perché io amo il pesce, sia perché comunica una sensazione di leggerezza e digeribilità che nel periodo afoso sono fondamentali. Qui abbiamo un piatto unico e completo dal punto di vista nutrizionale. Abbiamo vitamine, beta carotene e licopene dai pomodori, erbe aromatiche che ci permettono di limitare l'uso di sale, omega 3 e 6 e proteine dal pesce, sali minerali e fibre nel tipo di pasta scelto. Una pasta che assaggiata da sola ha un gusto intenso oltre che un effetto saziante notevole grazie all'utilizzo di grano saraceno e semola di grano duro, elementi ben poco raffinati e quindi con inferiori indici glicemici. La salute e la forma fisica si ottengono anche a tavola ricordatelo. A volte tanti integratori sono inutili se le stesse sostanze si trovano in natura nel cibo che ingeriamo. Ci si cura anche con gli alimenti. Anzi con una scelta mirata degli stessi...parlo di food o fitness?? Entrambi credetemi. 

INGREDIENTI