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giovedì 5 dicembre 2024

Polpette di carne e miglio biologico

Avete mai assaggiato il miglio? Ne avevo una confezione regalatami dall’amica Cristiana che ne produce uno biologico eccezionale nei suoi campi e ho provato a farlo assaggiare ai miei figli ma il risultato è stato veramente deludente… Così mi sono inventata un modo alternativo per dar loro questo alimento così ricco di vitamine e nutrienti per la salute di ossa e denti! 
Ecco l'idea..ho deciso di usarlo per la preparazione di queste polpette di carne. Sono state divorate senza tregua!


👉🏻 Per preparare queste polpette sarà necessario cucinare precedentemente il miglio. Io l’ho fatto tostare insieme a una base di cipolla, carota, sedano tritati, come fosse un risotto.


Ho quindi aggiunto acqua bollente salata sino a cottura ( circa doppio d’acqua rispetto al miglio).


L’ho lasciato raffreddare e ho unito lo stesso a della carne macinata, del parmigiano reggiano grattugiato, e un uovo. Ho utilizzato circa 500 g di carne e 300 g di miglio. Il parmigiano a piacere… Una volta amalgamato bene il tutto ho preparato le mie polpette e le ho stese su un foglio di carta forno leggermente unto, le ho spennellate con un poco di olio e messe in forno a cuocere.

Ovviamente il risultato sarà abbastanza croccante proprio per la presenza del miglio all’interno e in superficie. Ho preferito servirle con della salsa di pomodoro, le classiche polpette in umido! fatemi sapere se le proverete!


👉🏻 ti do un’altra chicca! Il miglio è senza glutine.




mercoledì 19 aprile 2023

Tortellini emiliani della nonna Maria

860 tortellini!!!



Un tempo era la mia nonna Maria e ora è la mia mamma con i miei figli .. sono tradizioni che si tramandano cui spero di assuefarmi per osmosi perché per ora fatico assai a chiudere i #tortellini .. così piccoli eppur perfetti, una geometria precisa che diventa tripudio di sapori.. inizi a prepararli per tempo e in un battito di ali di farfalla vengono spazzolati. Quest’anno  ne sono stati confezionati 860... per il #pranzodinatale è la cena del #primodellanno sono terminati.. si sa i giovani hanno fame!! non solo loro! nel ripieno di quelli modenesi mettiamo la mortadella? Sappiate che sono diversi da quelli bolognesi... il #brododicarne è fondamentale.. li avete mai preparati? Mi spiace ma i #tortelliniemiliani fatti in casa secondo tradizione sono patrimonio dell’umanità.. li avete mai mangiati? Il video maker ovviamente @_leo_venti_07

Innanzitutto è fondamentale preparare una pastella bella morbida! Quindi impastiamo tre uova medie con due etti di semola e un etto di farina 00, la pasta ovviamente poi andrà tirata sottile. Con un tagliapasta formare dei quadrati che poi andranno riempiti con il ripieno per i tortellini e chiusi come da video.





Per riempire i tortellini: 1,5 etti di polpa di maiale, 1,5 etti di polpa di vitello, 1,5 etti di petto di gallina, un etto di pancetta stesa, un etto di mortadella, una salsiccia, parmigiano reggiano, pangrattato, un uovo, sale, noce moscata.
Macinare la pancetta e rosolarla con un cucchiaio di olio, aggiungere poi la polpa di carne tritata e la salsiccia, lasciare evaporare a fuoco lento tutta l’umidità della carne.togliere la carne dal fuoco e nel sugo che rimane nella pentola aggiungere il pangrattato.macinare nuovamente la carne, unire la mortadella, aggiungere il parmigiano, L’uovo, un poco di pangrattato, un pizzico di sale e di noce moscata.preparare un brodo di carne nel quale poi si andranno a cuocere i tortellini.volendo al posto della pancetta nel ripieno potete utilizzare il prosciutto crudo e a quel punto non è necessario aggiungere il pangrattato alla carne.






giovedì 29 aprile 2021

Lonza all'arancia profumata al the nero…un arrosto per la cena di Natale

Un piatto che preparo spesso, sia per la mia famiglia che per gli ospiti e accompagno con un contorno di patatine al forno o di carotine glassate.. può essere preparato anche in anticipo e riscaldato all’ultimo momento ed è perfetto anche per occasioni di festa...ovviamente è opportuno scegliere il periodo invernale per reperire arance non trattate, succose e gustose. Ricordate che se la carne è di qualità e viene cotta in forno lentamente risulterà morbidissima. La lonza è per natura magra e bisogna prestare attenzione in cottura proprio per evitare che diventi poi dura e stopposa.




  • Un kg di lonza di maiale 
  • 2 arance grosse non trattate
  • 2/3 rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaino di farina
  • olio extravergine di oliva
  • 250 ml di vino bianco
  • Una cipolla bianca
  • sale
  • pepe nero
  • Un pizzico di the nero in polvere o anche in foglie



Grattugiare la buccia delle arance dopo averle lavate ed asciugate, stando attenti a non intaccarne la parte bianca, quindi spremerle. Raccogliere in una pirofila succo e buccia d'arancia, il rosmarino, il the nero eventualmente lasciato in una piccola garza cosi da poterlo facilmente eliminare alla fine, un po’ di sale e il pepe. Eliminare dalla carne eventuale grasso e adagiare nella pirofila così da farla marinare per un'ora circa, rigirandola una volta.



In un largo tegame fare scaldare olio. Aggiungere quindi la carne sgocciolata, tenendo da parte la marinatura, e farla rosolare bene da tutti i lati a fuoco vivace, quindi sfumare con il vino e una parte del succo di arancia. Trasferire nuovamente la lonza rosolata nella pirofila con tutta la marinatura, la cipolla pulita e tagliata in pezzi grossolani e il succo della padella e cuocere in forno a 150° per un'ora. A metà cottura girare la carne e ogni tanto irrorare con il suo sugo. Io consiglio comunque di coprirla con carta stagnola così da non farla seccare.

A cottura ultimata trasferire il liquido rimasto in un pentolino, unire la farina e, mescolando bene con una forchetta per evitare la formazione di grumi, fate addensare sul fornello per un minuto. Infine tagliare a fette la lonza e servire con il suo fondo.




lunedì 23 aprile 2018

Al TOC: un market e un ristorante a Magenta. Un format che mi piace...materie prime selezionate e una cucina dove te le preparano all'istante..perfetto per grandi e piccini

Ogni volta che i concorrenti di Masterchef si recano nella famosa dispensa io rimango estasiata e sogno una incursione in un tale Eden, un luogo dove trovare cibo fresco e selezionato in base a parametri come il tipo di coltivazione, di alimentazione e stile di vita se si tratta di cibo animale, di sofisticazione e tecnica di preparazione se ci riferiamo ad un prodotto finito. Ecco io questa emozione l’ho sentita entrando per la prima volta al TOC.

martedì 12 dicembre 2017

Alla scoperta della cucina Andina..ristorante Don Juanito a Milano


Solitamente al rientro da un viaggio siamo portati a voler rivivere certe emozioni sensoriali che ci riportano nostalgici a quanto appena terminato…almeno per me è cosi e solitamente io ricerco i sapori, gli accostamenti e i profumi dei piatti appena assaggiati. Non sono mai stata sulle Ande purtroppo, vastissima zona montuosa che investe un’ampio territorio del Sudamerica, affascinante e colorato continente, che va dal Peru’al Cile e all’Argentina, stati tanto culturalmente diversi quanto accomunati nell’utilizzo in cucina di alcuni ingredienti.

Cosi in un Milano gelida e battuta da cristalli di pioggia ghiacciata ho varcato la soglia di un ristorante Andino che mi ha riscaldato l’animo, il Don Juanito. Ormai la capitale meneghina offre un ventaglio ampissimo di proposte culinarie internazionali piu’ o meno adattate al nostro palato ed è davvero possibile compiere un giro del mondo mangereccio  all’ombra della Madonnina.

Il Don Juanito, nato come tavola calda alcuni anni fa, ha voluto e saputo perfettamente crescere ed è ora, complice una sapiente ristrutturazione e la presenza del giovane chef peruviano Alex Huayaney, originario  della zona montuosa di Ancash, che intreccia ai fornelli le personali numerose  esperienze avute tra l’Argentina e il suo paese, un ristorante che ti coccola con piatti d’autore.


giovedì 8 settembre 2016

Arrosto estivo che profuma di ricordi e di vacanze...con capperi, acciughe e limone

L'estate sta finendo...citava un tormentone di qualche anno fa..jingle quanto mai attuale. Eppure tutti noi cerchiamo forsennatamente di intrecciare le nostre giornate settembrine con gli ultimi raggi di sole caldo..aneliamo a rivivere profumi e sapori dell'estate. Se poi abbiamo avuto la fortuna di trascorrere un periodo nel sud della penisola, sicuramente abbiamo acquistato qualche prodotto tipico del luogo, vero? Io lo faccio sempre. Riempio le valigie di vasetti, di sacchettini unti, di confezioni e a volte pure di frutta...quando le riapro rotolano fuori capperi sotto sale, origano, pistacchi, limoni, olive, taralli, colatura di alici, acciughe, fregola, bottarga..insomma di tutto un po'. Da qui nasce l'idea per la ricetta che mi accingo a scrivere, semplice, veloce, fresca, leggera, da predisporre anche con anticipo se si prevedono ospiti, una di quelle ricette un po' banali ma tanto saporite..che ti ritrovi di nascosto a fare scarpetta col pane nel sughetto!


mercoledì 2 marzo 2016

Bistrot e ristorante..Olei a Milano ..sapori mediterranei


Di natura curiosa, prima di varcare la soglia di OLEI, in via Washington a Milano, locale aperto da Luca Ferrarini, mi sono chiesta a cosa si riferisse la scelta del nome e in effetti, una volta capito, l'ho trovato azzeccato...dal latino oleum, Olei mi traghetta con l'immaginazione a profumi e sapori legati alle vie dell'olio, all'amato mediterraneo, ad assolati terreni, profumi di erbe aromatiche, a silenzi accecati dal sole..scelta che ritrovo nel look shabby chic, nella palette quasi monocolore che apprezzo, avorio, beige, tortora.

sabato 28 novembre 2015

Antipasto Gonzaghesco, una insalata di cappone ..la mia ricetta del cuore di Natale... insalata di cappone alla maniera

La mia ricetta di Natale..ora va di moda chiamarle ricette del cuore..non so se in questo caso sia corretto perché ne avrei troppe in tal senso..insomma mi sto confondendo da sola e poi finisce che l'emozione e il torrente carico di ricordi mi travolga veloce. Perché questi sapori sono tipici della mia terra e della mia infanzia, un crogiuolo di provincie confinanti che si influenzano vicendevolmente a tavola, un mescolarsi di sapori e profumi, ingerenze territoriali e storiche, favole, leggende, palazzi, merletti e cavalieri. Una ricetta molto antica, io sin da piccola la conosco come Antipasto Gonzaghesco, in quanto ricetta attribuita a Bartolomeo Stefani, cuoco alla corte dei Duchi di Mantova, i Gonzaga, intorno alla metà del 1600, nobili origini Rinascimentali dunque. Un piatto che richiede ingredienti di qualità, non particolarmente complicato all'apparenza ma riuscito solo grazie ad un perfetto incrocio di sapori. Va preparato almeno un paio di giorni prima di consumarlo così da permettere la perfetta osmosi di ogni ingrediente con l'altro.

lunedì 23 novembre 2015

Fettine di carne profumata alle erbe aromatiche e crema di cachi e balsamico..


Ingredienti di stagione per una ricetta nata per smaltire cachi in maturazione! Perché mangiare cachi? Frutto vitaminizzante e rimineralizzante, diuretico e depurativo, Ottimo antibiotico naturale, protettivo dello stomaco, coadiuvante contro stress e stanchezza. Vi basta? Se non amate consumarlo tuffando il cucchiaio nella sua polpa, provate questa crema saporita per il vostro arrosto.. Al profumo eccezionale di erbe aromatiche e aceto balsamico! Ricetta molto equilibrata come apporto calorico..pochi grassi, carne magra!