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mercoledì 6 dicembre 2017

Focaccia con farina di riso nero integrale Artemide

Ciao! qualche tempo fa ho assaggiato una focaccia, come sapete uno dei miei cibi prediletti che peraltro preparo quasi giornalmente per la mia tribu' di figli maschi sempre affamati e i loro amici in visita, dal colore violaceo...leggerissima e altamente digeribile....antirughe e ricca di sali minerali e di antiossidanti ..era preparata con la farina ottenuta dal riso nero...comunemente conosciuto come riso Venere e Artemide, due varieta' leggermente diverse di cui vi ho ampiamente raccontato in passato in altri posts...
Era talmente saporita e particolare, anche suvvia per il colore accattivante, che ho deciso di riproporla...premetto che la farina di riso nero integrale è priva di glutine ma io ho aggiunto della farina zero pertanto la mia ricetta non è per celiaci...l'utilizzo della sola farina di riso richiederebbe molti più liquidi rispetto a quelli da me utilizzati per unire gli ingredienti...

domenica 4 giugno 2017

Frutta d'estate nella merenda o colazione..muffins con farina di riso e ciliegie di Vignola

Ho già scritto una ricetta per preparare i muffins su questo blog. Quella che sto postando ora è davvero simile. Qualche giorno fa aspettavo amici per un giro in bicicletta insieme con bimbi al seguito e mi sono resa conto di non avere una merenda da offrire. Domenica pomeriggio alle due...apro il frigo e niente burro, solo un uovo..niente farina in dispensa, lo so pare assurdo a casa mia, sempre ricolma di cibo ma dovevo fare la spesa quella mattina e un inconveniente me lo aveva impedito..mi sovviene che devo avere ancora una confezione di farina di riso Riso Buono che mi rimaneva dalla recente visita alla riseria La Mondina a Casalbeltrame, di cui ho già raccontato, e un po' di semola rimacinata..delle ciliegie succosissime di Vignola, e il guizzo della sperimentazione..in fondo bastava aumentare la dose di liquidi dato che le farine poco o per nulla glutiniche altrimenti non si riescono a lavorare facilmente..ne parlavo proprio pochi giorni prima con il pastry chef Pier Zuccalla del Biscottificio Rossi presso il loro stand di Tuttofood, sempre sorridente nel dispensare consigli culinari, oltre che la mente inventrice dei biscotti e dei dolci che si possono degustare ed acquistare presso il Biscottificio stesso e che sono a base di svariate tipologie di farine di Riso Buono. Ho sfornato 20 muffins per 6 persone e dopo pochi minuti erano terminati...presumo siamo stati apprezzati. Avevo anche alcune gocce di cioccolato e le ho aggiunte prima di infornare.

Muffins con farina di riso Riso Buono, ciliegie e gocce di cioccolato..

120 gr di farina di riso Riso Buono, 80 gr di farina di semola rimacinata , 250 gr di latte, 120 gr di ciliegie snocciolate, 50 gr di gocce di cioccolato, 120 gr di zucchero di canna, 70 gr di olio di mais o di riso, lievito chimico una bustina, un uovo.

Setacciate le due farine con il lievito e amalgamatevi lo zucchero. Battete l’uovo in una terrina. Aggiungeteci l'olio. Unite, mescolando bene, alla farina e zucchero quindi versate poco alla volta il latte. Tagliate a pezzi le ciliegie avendo cura di conservare il succo che si verrà a creare durante tale operazione. Aggiungete all'impasto le ciliegie e il loro succo. Distribuite il composto negli stampini al silicone oppure nei pirottini di carta per muffins.
Aggiungete qualche goccia di cioccolato in ogni pirottino. Coprite a piacere con una spolverata di zucchero di canna e infornate a 180°C, facendo cuocere per circa 20 minuti finché i muffin saranno gonfi e dorati. Fate riposare per 5 minuti prima di sfornarli.

venerdì 16 dicembre 2016

Un'azienda di dolci e una riseria...due amiche e un progettoinsieme..vi racconto i biscotti Novarini

Donne toste, giovani, eleganti managers a capo di aziende che da una amicizia e da una intuizione danno vita ad un progetto insieme..una di quelle storie che tanto mi piacciono in quanto persona che crede nella collaborazione al femminile e nella loro capacità di trasferire un quid in più quando intraprendono qualcosa..donne, prima che managers, che vogliono nutrirsi in maniera sana ma gustosa, che vogliono concedersi un dolce momento senza conseguenze pesanti sulla linea, donne che indovinano come l'utilizzo di certi ingredienti, attualmente molto in voga per i principi nutritivi e l'assenza di glutine come il riso Artemide, possano essere sperimentati in una linea di produzione innovativa, quella dolciaria. Io ho visto questo nel legame tra Cristina Brizzolari e Chiara Rossi rispettivamente a capo della azienda agricola La Mondina di Casalbeltrame e a capo del Biscottificio Rossi. Due businesses differenti che trovano un punto di incontro. Capacità produttiva da saturare e voglia di un prodotto nuovo per il mercato dolciario da un lato, esigenza di utilizzare gli scarti del riso Artemide, il cosiddetto riso rotto che non può essere venduto, dall'altro. Perché non farne una farina, gluten free, impalpabile, borotalco Pantone viola scuro, leggerissima e perfetta per confezionare croccanti biscotti, appunto i Novarini, biscotti tipici di Novara senza grassi, da oggi nella versione dalla colorazione grigio scuro per effetto della aggiunta alla farina di frumento, comunque necessaria per legare al meglio le materie prime da lavorare, di uno degli ingredienti più tipici e peculiari di queste terre, il riso, in questo caso proprio il riso nero che, a dispetto di come molti pensino e' coltivato proprio in queste zone, nelle sue varianti, Venere ed Artemide?


giovedì 24 novembre 2016

Un tortino caldo..una polenta con farina di riso, un cuore filante e una riduzione di Ratafia..conoscete questo liquore?

Vi raccontavo poche ore fa della mia visita presso la sede della azienda La Valdotaine e di un pranzo presso la loro Merenderia dove oltre al famoso prosciutto Saint Marcel ho assaggiato una varietà pazzesca di bontà..da un paio di queste mi è scaturita questa ricetta..sperimentata con un profumato e saporito formaggio di capra ma fattibile tranquillamente con un'altra tipologia..purché saporita, essendo la polenta con farina di riso molto delicata..

Tortini di polenta con farina di riso dal cuore filante con riduzione al Ratafià

mercoledì 6 luglio 2016

Combattiamo la disidratazione a tavola..con un riso Apollo, verdurine e gamberi, vitamine e sali minerali

Da sempre non amo particolarmente le insalate di riso..il motivo??da piccola se ne preparavano dosi da mensa e dovevamo nutrirci per vari pasti così per terminarle !! In verità io adoro il riso!! Cosi, dato che alcuni degli ingredienti solitamente utilizzati non incontrano i miei gusti personali, quando ho voglia del classico piatto fresco estivo, interpretabile appunto come mi ispira il frigo, lo preparo per me in un modo e per i figli nella versione più classica..uova, formaggio, würstel, verdurine ...ieri una amica mi ha gentilmente omaggiato di alcune cipolle di Breme, reperibili praticamente solo in questo periodo dell'anno in una determinata area geografica, in provincia di Pavia, la ove alcuni fattori quali il terreno, il microclima, l’umidità, i venti ne consentono la produzione. Rossa, sapore intenso ma dolce..
Avevo dei peperoni belli sodi, carotine e piccole zucchine, gamberi in frigo ..erbe aromatiche sul balcone e il mio amato riso Apollo, dal chicco allungato, aromatico, coltivato in Piemonte e in Sardegna. Un piatto fresco, facilmente digeribile, povero di calorie ma ricco di vitamine e sali minerali preziosi più che mai durante il periodo estivo quando facilmente rischiamo di disidratarci..provatelo!! Semplicissimo!

domenica 25 ottobre 2015

Incontri ravvicinati con il meraviglioso mondo di Sapise e del riso


L'italiano che trova sempre una via di fuga, che trasferisce in ogni cosa che fa la genialità e originalità che forse ha impresse nel dna peninsulare, che trae vantaggio da un problema e riesce a valorizzare un difetto..ho pensato questo quando ho scoperto che ciò che nel mondo viene considerato una impurità da evitare del chicco di riso, ovvero la sua struttura interna, il cosiddetto gesso, non cristallina ma bianca, e' stato ribattezzato perla dal produttore di riso italiano che ne ha fatto una eccellenza per risotti unici al mondo. 

Il carnaroli e l'arborio hanno infatti la perla più grossa e sono le qualità migliori per ottenere un risotto perfetto. Il mondo del riso questo sconosciuto, non c'è che dire. Durante una assolata giornata autunnale ho camminato lungo argini vercellesi accompagnata da interessanti aneddoti e notizie scientifiche su questo argomento. Con me mio figlio undicenne che scattava foto stile reporter d'assalto e un gruppo di vocianti bloggers accompagnati da curiosi bimbi chiacchieroni. Una giornata per le famiglie. 
Regista del tutto Sa.Pi.Se Risi speciali, azienda sementiera nata in Piemonte nel '78 per volontà di un sardo. A proposito chi di voi sa che la Sardegna, nella zona di Oristano, complici il clima mite e l'acqua ci regala risi qualitativamente notevoli? 
O che in tutta la nostra penisola sono registrate al Ministero ben 200 varietà di riso ma solo 5 occupano la stragrande maggioranza delle coltivazioni! E tra queste non primeggiano le varietà da risotto ma la varietà Sole ( quella delle gallette per intenderci e del sushi italiano), la Luna (parboiled), Terra e Volano (arborio) esportate all'estero per i 2/3 della produzione. 

Quelli che noi compriamo abitualmente come il carnaroli, il vialone, il Roma, Baldo e Sant'Andrea non sono altro che nicchie. Sapevate che esiste una tavola di colori per valutare i difetti cromatici del riso, dal momento che in ogni confezione che acquistiamo tutti i chicchi devono essere identici, così da garantire le stesse performances in cottura? 


Ho appreso questo e molto altro durante quella passeggiata ammirando le parcelle, scacchiere di 30mq di terra coltivata a riso, perfettamente disegnate nei campi, utilizzate da Sapise per provare e testare nuove sementi e relative qualità di riso, nuove piantine che devono fortificarsi e dare risultati entro 10 anni dalla semina, così da verificare che le generazioni successive siano forti e sane abbastanza da giustificare una loro produzione di massa, passando quindi da semplici test in aree limitate ad appezzamenti di almeno 200 mq in zone selezionate nelle provincie di Vercelli, Novara e Pavia.

 Un centro di ricerca sulle sementi che ha quindi dato luce a linee particolari, non geneticamente modificate, non inficiate dalla chimica, piante che grazie alla ricerca e al miglioramento genetico, all'incrocio dei pollini, essendo il fiore di riso ermafrodita, non si ammalano e resistono più a lungo, tutte italiane, come il Venere nero, l'Artemide, Apollo, , Cerere, Ermes, Carnise. 

Quest'ultimo per esempio nasce dall'esigenza di semplificare la raccolta del prezioso carnaroli, la cui altezza richiede maggior lavoro, quindi tempo, quindi costi. Il Carnise ha le stesse caratteristiche del carnaroli ma, essendo più basso, è più semplice da raccogliere! Per il sushi perfetto invece è bastato aumentare la amilopectina che rilasciata in cottura crea la perfetta collosità intorno al chicco, fondamentale per la riuscita appunto del l'amato piatto giapponese ormai così popolare anche da noi. 

La risposta italiana al basmati è invece l'Apollo ....per non parlare del profumato rosso Ermes con il quale vi ho già proposto una ricetta poco tempo fa..ricetta che peraltro è stata premiata proprio in occasione del pranzo post visita agreste! Che giornata densa di emozioni oltre che di nozioni! Un pranzo semplice ma delizioso, solo la focaccia soffice con farina di riso nero vale il viaggio!! 

Beh anche il risotto perfettamente mantecato, il vino locale, i dolci..sapori marcati da ingredienti di assoluta qualità presso un grazioso ristorante che vi invito a visitare magari con le famiglie e i bambini...c'è una libreria per loro e soprattutto un museo a fianco, il Museo Civel, che li intratterrà in storie e in scoperte favoleggianti sulla vita intorno le risaie nel secolo scorso, sulla condivisione di un focolare nelle casine dove sono cresciuti i nostri nonni e bisnonni. Un momento ludico ma altamente istruttivo e propositivo per i bimbi, rimarranno affascinati da antichi strumenti di lavoro, da voci narranti leggende, da immagini rappresentanti un mondo che ci pare oggi anacronistico eppure non è così lontano. 

Un'ultima tappa prima del rientro a casa è d'obbligo..la Cascina Falasco, primo produttore italiano di riso Venere, bio e colorato naturalmente ( provate a sgranare un chicco e lo troverete nero ovviamente), il cui nome deriva dalla Venere Nera Josephine Baker, ci fa assaggiare frollini con farina di riso e accompagna la tribù di bimbi estasiati a guidare la mietitrebbia. 
Le pannocchie di riso, si chiamano così!!! Non spighe! ! 

sono già state tutte raccolte quindi la mietitrebbia è tutta per i bimbi. La prossima volta che vi si prospetta una uggiosa domenica sul divano salite in macchina e venite qui a Casalbeltrame, ne varrà la pena. Assaggiate le patatine croccanti al riso Venere..




Www.casalbeltrameonline.it
Www.sapise.it
Www.risispeciali.it
Www.paneamoreepoderia.com

mercoledì 7 ottobre 2015

Arancine vegetariane ..sfere di riso golose..sana golosità

Beh, avevo appena terminato di scrivere e postare la ricetta col riso rosso inviato i per partecipare al contest Sa.pi.se e nel frattempo preparavo un risotto con l'Apollo, sempre di Sa.pi.se Risi speciali..Dico risotto perché ho usato la quantità giusta di brodo vegetale così da non scolarlo. Ne ho preparato troppo..avevo ancora una melanzana in frigo, le scamorzine favolose invitatemi dal Caseificio Giordano di cui vi ho parlato in un post di pochi giorni fa..quello degli allevamenti di bufala tra Novara e Pavia..mangiavo le scamorzine come caramelle quando ho pensato, forse in preda al senso di colpa per quante ne stavo divorando, di preparare arancine di riso con il riso Apollo avanzato..e qui mi sa che i siciliani doc mi silurano dato che solitamente si utilizza riso arborio o carnaroli per le arancine..il riso Apollo e' un riso bianco aromatico, chicco allungato, senza grassi ne glutine , prodotto in Piemonte e in Sardegna. Ricorda i Risi un po' esotici. Insomma le ho chiamate arancine solo in memoria di questi fantastici timballi fritti, street food per eccellenza ..ma le varianti apportate sono tali da dover cambiare nome, né inventerò uno! Ma che buone...un modo per far mangiare ai bimbi le verdure oltretutto!

mercoledì 22 luglio 2015

Combattiamo il caldo e la disidratazione anche a tavola..ricetta lighte semplice

Combattiamo il caldo a tavola. Piatti semplici, facilmente digeribili, ricchi di verdure e quindi di acqua e di preziosi sali minerali e vitamine. Il cetriolo ricco di potassio e ferro, di vitamine, diuretico, aiuta la digestione, ha potere antinfiammatorio e poche calorie..ricco di acqua. I pomodori ..beh ve ne ho parlato ampiamente. Sono una vera medicina. La cipolla di Tropea a me piace particolarmente. Nella ricetta la faccio scottare in acqua per renderla più digeribile. 
Volendo potete evitare di saltarla dopo averla scottata. Ho scelto il riso thaibonnet che, cedendo poco amido in cottura e quindi assorbendo poco i condimenti, aiuta a mantenere i chicchi separati, rendendolo particolarmente adatto per le insalate estive. 

venerdì 10 luglio 2015

Scoprendo nicchie di eccellenza e sapori a me sconosciuti

Il formaggio altro non è che latte cui viene tolta l'acqua..dice il casaro. Non sapevo questa semplice definizione!! Neppure ero a conoscenza dell'esistenza, a pochi km da casa, di una cascina, l'azienda Baroncina, con allevamenti di Frisona e produzione di latte che, grazie a performance davvero eccellenti, si colloca ai primi posti a livello nazionale. Latte peraltro che viene trasformato direttamente qui dove vengono prodotte varie tipologie di formaggi dal Grana ai formaggi molli, paste filate e ricotta. L'azienda Baroncina infatti appartiene ad un centro di sperimentazione finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, di quelli da additare con orgoglio dato che qui, al CRA-FLC, centro di ricerca per le produzioni foraggere e lattiero casearie, si punta seriamente all'eccellenza, alla ricerca, all'innovazione continua.
Mi hanno invitata a visitare questo luogo in occasione della presentazione, legata ad Expo 2015 e organizzata dall'Associazione Alti Formaggi, di un formaggio che ammetto non aver mai assaggiato in precedenza: il Salva Cremasco. Immaginavo di dover indossare stivaloni e di sporcarmi e di impregnarmi dell'intenso odore delle preparazioni casearie in realtà qui pare di essere in una clinica!