Alzi
la mano chi tra voi non è rimasto sconvolto innanzi alle immagini delle
vere e proprie isole di plastica sporca che si stanno annidando in vari
angoli dei nostri mari... o chi non ha urlato con rabbia leggendo della
balena morta per aver inghiottito kg di plastica che pensava fosse
cibo... lo scorso anno lungo amene località italiane, spiagge di sabbia
bianca e mare cristallino, ho visto ed immortalato le più grandi dune di
Europa..non di soffice impalpabile sabbia ma di sacchetti impilati di
rifiuti soprattutto di plastica...orribili zavorre lasciate da ignoranti
sfaticati che preferiscono non caricarsi i loro rifiuti dalla spiaggia
ai bidoni predisposti e li abbandonano alla mercé della
prima mareggiata che li traghetterà in giro per gli oceani... beh pare
che finalmente ci stiamo risvegliando dal comodo letargo della
noncuranza e ci stiamo consapevolizzando della gravità che tutto ciò
apporta al nostro mondo, all’intero ecosistema, non solo quello marino. Chiudete gli occhi e pensate che per ognuno degli abitanti del
pianeta terra si è accumulato ad oggi una tonnellata di rifiuti in plastica (dal sito Parley) e il 79% di questi è disperso nella
natura...la buona notizia è che ancora si può fare qualcosa e cambiare
il corso degli eventi. Bisogna sostanzialmente sincronizzare gli
algoritmi sottostanti i modelli economici e di sviluppo con quelli
relativi alla conservazione degli ecosistemi e per ottenere questi
risultati tutti dobbiamo impegnarci, a partire da chi ha più potere nel
creare proseliti ovvero artisti, attori, politici, giornalisti, stilisti
etc.... Parley in questo senso ha già scatenato una vera onda mediatica
che si ingrandisce a vista d’occhio e Adidas ha certamente contribuito
alla causa. In primis ideando a livello mondiale una serie di eventi
firmati adidas che permettono alle comunità di runners di contrastare
l’inquinamento degli oceani . Quest’anno per ogni chilometro tracciato
su Runtastic durante le varie date di corsa di Run For the Oceans
previste (fino a un milione di chilometri), Adidas donerà un dollaro a
sostegno dell’Ocean Plastic Program di Parley.
Il Mio Blog su Food, Fashion, Fitness e un po' di family.. un diario non proprio quotidiano per ora, in futuro chissa'
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mercoledì 11 luglio 2018
Run for the Oceans e le nuove scarpe Adidas ...salviamo il pianeta...
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martedì 12 dicembre 2017
Alla scoperta della cucina Andina..ristorante Don Juanito a Milano
Solitamente al rientro da un viaggio siamo portati a voler
rivivere certe emozioni sensoriali che ci riportano nostalgici a quanto appena
terminato…almeno per me è cosi e solitamente io ricerco i sapori, gli
accostamenti e i profumi dei piatti appena assaggiati. Non sono mai stata sulle
Ande purtroppo, vastissima zona montuosa che investe un’ampio territorio del Sudamerica,
affascinante e colorato continente, che va dal Peru’al Cile e all’Argentina,
stati tanto culturalmente diversi quanto accomunati nell’utilizzo in cucina di
alcuni ingredienti.
Cosi in un Milano gelida e battuta da cristalli di pioggia
ghiacciata ho varcato la soglia di un ristorante Andino che mi ha riscaldato l’animo,
il Don Juanito. Ormai la capitale meneghina offre un ventaglio ampissimo di
proposte culinarie internazionali piu’ o meno adattate al nostro palato ed è davvero
possibile compiere un giro del mondo mangereccio all’ombra della Madonnina.
Il Don Juanito, nato come tavola calda alcuni anni fa,
ha voluto e saputo perfettamente crescere ed è ora, complice una sapiente
ristrutturazione e la presenza del giovane chef peruviano Alex Huayaney, originario
della zona montuosa di Ancash, che intreccia ai fornelli le personali numerose esperienze avute tra l’Argentina e il suo paese,
un ristorante che ti coccola con piatti d’autore.
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