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venerdì 1 aprile 2022

Polpette fritte di tonno e miglio biologico...una tira l'altra

Durante le mie vacanze estive in quel di Modica in Sicilia una sera l’amica Paola, cuoca peraltro eccezionale, mi fece assaggiare delle polpette di tonno che trovai sfiziose e buonissime!! Le chiesi come le aveva preparate e lei mi rivelò che aveva innumerevoli ricette per preparare le stesse, comunque tutte come base avevano il tonno sott’olio. Inoltre per loro erano le classiche ricette da aperitivo o per la spiaggia in quanto semplici e veloci da preparare!! Sul veloci avrei qualcosa da obiettare ma sicuramente la maestria di Paola nel cucinare fa sì che lei riesca a prepararne in quantità industriali in breve tempo!! Ho provato a prepararle utilizzando del miglio al posto delle patate.. un miglio proveniente da coltivazioni biologiche di cui ho già parlato in un precedente post ovvero quelle di Cristiana, azienda DICRISTIANA, della Lomellina, TOP ITALIAN FOOD 2022 per il Gambero Rosso!





Il miglio oltre ad essere senza glutine è ricchissimo di vitamine soprattutto la preziosa vitamina B e di sali minerali ha pure un indice glicemico davvero basso, molto inferiore a quello delle patate ad esempio!

Quindi queste polpette sono davvero ottime anche dal punto di vista nutrizionale Le mie polpette al miglio e tonno hanno superato l’esame della prole che è sempre molto esigente e critica quindi ve le consiglio caldamente! Ovviamente potete prepararle sia fritte che al forno !! Veniamo alla ricetta:

Per circa 60 polpette da 15 g ognuna abbiamo bisogno di: 

400 g circa di miglio bio bollito, 100 g di patate bollite, 320 g di tonno sott’olio, due uova, 30 g di formaggio grattugiato a vostra scelta, se vi piace un po’ di prezzemolo tritato e infine 80 g di pangrattato più il pangrattato per la panatura.


Lessate il miglio biologico secondo le istruzioni riportate sulla confezione e nel frattempo lessate anche 100 g di patate, schiacciatele bene con la forchetta e unite al miglio. Ora aggiungere  il tonno, le uova sbattute (verifichiamo prima la consistenza perché se l’uovo è parecchio grande magari ne basterà solo uno), quindi il formaggio e pangrattato. Quindi mescolare fino ad ottenere una massa lavorabile facilmente con le mani e iniziare a dare la forma alle polpette. Le stesse andranno infine passate nel pangrattato. Nel frattempo provvedere a scaldare l’olio per la frittura e iniziare a friggere. Se invece preferite prepararle al forno, preriscaldate il forno a 180 gradi, adagiatele sulla teglia rivestita con carta forno, passate un giro di olio e infornate! Dopo un po’ verificatene la doratura perché sarà il momento di girarle per farle dorare su tutte le superfici. Ottime calde ma anche a temperatura ambiente.

giovedì 21 ottobre 2021

Lo gnocco fritto della nonna...la mia infanzia emiliana in un piatto

Io me lo ricordo ancora quel profumo di fritto inconfondibile che ti entrava sottopelle e quei pezzi di pasta fritta bollenti che mangiavi con i salumi mentre gli stessi si scioglievano letteralmente al palato .. mamma mia erano un tutt’uno insieme a lui!! il re dell’Emilia-Romagna!! il o gnocco fritto! Una nonna a Mirandola e una nonna a Concordia  sulla secchia.. eppure nonostante questa manciata di chilometri le loro due ricette erano nettamente diverse! Uno era un po’ più alto e spesso pertanto risultava forse un po’ più soffice da fritto e l’altro, viste le braccia possenti della amata nonna Maria, diventava sottilissimo sotto il suo matterello quindi si friggeva in un attimo, in un battito di ciglia! E sfrigolava .. come era buono!!! Fritto nello strutto che ora solo a sentirlo nominare metà dei miei lettosi sviene...E nonostante le quantità folli che venivano preparate io, mio fratello e miei cugini eravamo sempre lì a litigarcelo! Con la coppa che scioglieva appena l’appoggiavi sul gnocco, il prosciutto e il salame !!! solo chi è nato in Emilia-Romagna forse può capire... sta di fatto che ad oggi ogni tanto (spesso) lo prepariamo ancora a casa mia eppure non ha lo stesso gusto di quello delle mie nonne nonostante ne seguiamo la ricetta.  Che poi a dirla tutta quello che restava, se ne restava, il giorno dopo era ancora più buono! ma non so se definirli dei segreti della memoria e attribuire loro il fascino di quanto non c’è più e quindi di relegare tutta quella bontà al mio immaginario o se davvero le materie prime che utilizzavamo erano così particolari ed eccezionali rispetto a quelle di oggi chissà.. la ricetta entro sera la metto sul blog! La volete? Premetto che io non lo friggo nello strutto! a volte lo preparo anche ripieno... i miei amici ne vanno matti! Ovviamente il lambrusco si abbina benissimo! ma anche un rosè spumantizzato è perfetto!



Ecco due versioni e due ricette per l'impasto..ammetto di andare molto ad occhio per le quantita di acqua rispetto alla farina. Ricordate l'impasto deve essere elastico e non troppo bagnato altrimenti risulta difficile da stendere! inoltre infarinate il tagliere sempre prima di stendere altrimenti si attacca tutto!

RICETTA 1

500 g di farina, 25 g di lievito di birra, 250 -300 g di acqua un poco di zucchero un pizzico di sale e strutto per friggere

Impastare bene la farina con il lievito precendemente sciolto nell’acqua tiepida insieme allo zucchero, aggiungere il sale e lavorare vigorosamente per almeno 10 minuti fino ad ottenere un impasto bello liscio. Lasciare riposare l’impasto in luogo fresco per circa tre ore. Stendere la pasta sottile col matterello, tagliare dei rombi e friggere nello strutto bollente. Servire con salumi a piacere.

RICETTA 2


Sciogliere in 200 g di latte tiepido 15 g di lievito di birra quindi unire sulla spianatoia di legno 300 g di farina 0, 25 g di strutto morbido e un pizzico di sale!  lavorare bene e impastare sul tagliere di legno con colpo di polso deciso!!!  fare lievitare per almeno due ore al fresco quindi stendere la pasta col matterello, tagliare dei rombi e friggere nello strutto.
Servire bollente con salumi a piacere

giovedì 11 febbraio 2016

Dolci di carnevale..le frappe della mia nonna


Chiamatele come volete..frappe, chiacchere, bugie..le varianti solo sul territorio italiano sono circa una trentina! Il dolce di carnevale amato da grandi e piccini muta nome a seconda della zona di provenienza ma la base è sempre simile, la cottura prevede la frittura e la bontà mette tutti d'accordo! Sono il mio ricordo di infanzia. A Mirandola, mia città natale in provincia di Modena, si chiamano frappe. Ne mangiavo intere ceste e litigavo le briciole con i cugini mentre la mia nonna con le sue possenti braccia da emiliana tirava la pasta col matterello...le forgiava a nastrini e le tuffava nello strutto bollente. Erano così sottili che quando le prendevi tra le mani rischiavano di rompersi in mille pezzi. Copiosamente cosparse di zucchero a velo. Ancora se chiudo gli occhi ne sento il profumo, ne immagino la consistenza e sorrido. Mi rivedo in quella cucina, col ripiano in marmo, l'odore immancabile di cibo, di fritto, di casa, di amore. Nessuna pasticceria mi ha mai ridato quella fragile consistenza, quella delicatezza nonostante la frittura, quel sapore..
Io non riesco a tirarle così sottili ma ci provo, una volta l'anno, per la gioia dei miei figli. Non bastano mai purtroppo..non utilizzo lo strutto per friggere nonostante sia un grasso che ha un alto punto di fumo ed è più sano di molti altri..ma se non riesco a comperarlo nel caseificio della mia infanzia allora utilizzo olio..eccovi la mia ricetta, anzi quella della mia nonna. Comunque dovete sapere che le frappè o chiacchiere di carnevale risalgono addirittura all’antica Roma quando si celebravano i Saturnali, una festa simile al nostro carnevale e le chiacchere venivano chiamate frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale, un vero Street food dell’epoca. Il loro nome però risale al periodo napoletano della regina Margherita di Savoia che chiese al suo cuoco di corte Esposito, un dolce da gustare durante una chiacchierata con i suoi ospiti e lui le preparò appunto le chiacchere! 



500 g di farina, 70 g di zucchero, 40 g di burro, tre uova medie, un pizzico di sale, mezzo bicchiere di vino bianco, volendo un pizzico di lievito per dolci.
Fate sciogliere in un tegamino il vino, il burro e lo zucchero.appena intiepidita unire il tutto alla farina mescolando bene e aggiungere le uova precedentemente sbattute, un pizzico di sale, volendo il lievito.lavorate bene l’impasto deve risultare liscio ed omogeneo. Ora iniziate a tirare la sfoglia molto sottile, sino all’ultimo livello della macchina per tirare la pasta.dalle strisce ricavate e tagliate dei rombi oppure delle striscioline che potete intrecciare.sui rombi praticare dei piccoli tagli. Friggere nello strutto bollente, una volta messe ad asciugare su della carta assorbente e fatte raffreddare cospargere le frappe con zucchero a velo. 



In verità c'era un altro dolce da preparare con i resti di pasta delle frappe..e forse io lo preferivo.
CROCCANTINI
Stesso procedimento delle frappe, però sulla pasta stesa mettere una spremuta di limone e zucchero; avvolgere a cilindro come se si procedesse per le tagliatelle, tagliarle dell'altezza di un cm circa e friggere nello strutto.