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mercoledì 1 febbraio 2023

presentazione nuova edizione guida Le Soste, volume da veri gourmet

Torna il volume che ogni gourmet dovrebbe tenere in libreria, Le Soste 2022, dopo due anni di assenza causa pandemia.


Torna con un totale di 102 insegne, ben 14 nuove e in occasione della presentazione alla stampa a Milano a Palazzo Reale di qualche settimana fa, sul palco sono state fatte alcune considerazioni sul tema ristorazione. Perché non dimentichiamo che la ristorazione non è solo cucina ma anche sala, accoglienza, abbinamento con la bevanda perfetta, insomma una realtà che ha visto un’evoluzione pazzesca rispetto ai primi anni quando è nata l’associazione le soste, ben 40 anni fa.

La ristorazione italiana di fatto promuove un territorio e sovente è uno dei principali motivi per cui i turisti giungono nel nostro bellissimo paese oltre ad essere il motore portante della catena agroalimentare italiana!
Ma allora come sono cambiate le cose dopo due anni di pandemia? Sicuramente il settore è stato uno dei più colpiti dalle restrizioni poste tanto che sono stati persi oltre 50 milioni di euro e ben 250.000 posti di lavoro...ma i ristoranti stellati italiani sono stati i più resilienti a livello mondiale! 



Ora potete trovare la l’ultima edizione della guida: Le Soste anche nei ristoranti che aderiscono! 

domenica 3 novembre 2019

a cena con il panettone...4 ristoranti, 4 chef più una, Bianca Celano, per 4 menu

Mi racconta Bianca Celano, chef siciliana entusiasta e vulcanica, che non appena ricevette la telefonata della agrigentina Dolciaria Di Stefano, che le proponeva la singolare sfida che vedeva il panettone come ingrediente principale di un menu a quattro mani in quattro diversi ristoranti italiani, ha immediatamente visualizzato mentalmente quello che avrebbe voluto preparare, gli ingredienti del cuore da utilizzare, gli accostamenti arditi con cui voleva cimentarsi. 


mercoledì 14 febbraio 2018

All’ombra della Madonnina del Duomo di Milano, ho provato per voi il 7’s Gio’, ristorante e bakery, colazioni e molto altro.


Perdonatemi l'inglesismo ma il mio primo pensiero appena varcata la soglia del 7’s Gio’ e’ stato di un locale multitasking..ora vi spiego il perché. L’ho conosciuto di recente in una Milano grigia e piovosa, con quella tipica pioggerellina meneghina umida e plumbea, così fine che ti entra nelle ossa e ti fa sognare tepore e relax tanto da spingerti a ricercare da sotto l’ombrello una nicchia allettante sia per la location che per il cibo proposto..
Un ingresso piccolo che ti trasmette il calore di un locale casalingo e non di un caotico rifugio per miriadi di turisti in cerca di cibo in una delle piazze certamente più famose del mondo intero, piazza Duomo a Milano.

mercoledì 2 marzo 2016

Bistrot e ristorante..Olei a Milano ..sapori mediterranei


Di natura curiosa, prima di varcare la soglia di OLEI, in via Washington a Milano, locale aperto da Luca Ferrarini, mi sono chiesta a cosa si riferisse la scelta del nome e in effetti, una volta capito, l'ho trovato azzeccato...dal latino oleum, Olei mi traghetta con l'immaginazione a profumi e sapori legati alle vie dell'olio, all'amato mediterraneo, ad assolati terreni, profumi di erbe aromatiche, a silenzi accecati dal sole..scelta che ritrovo nel look shabby chic, nella palette quasi monocolore che apprezzo, avorio, beige, tortora.

domenica 31 gennaio 2016

Sentori di Roma nella Milano da bere..Taverna Parioli

La Roma da mangiare in un locale storico della Milano da bere..eccomi alla Taverna Parioli le cui ampie vetrate, a pochi passi dalla stazione centrale, mi riportano in effetti con la memoria ad alcuni ristoranti pariolini dove spesso cenavo durante le mie lunghe trasferte romane per lavoro una manciata di anni fa..

domenica 25 ottobre 2015

Incontri ravvicinati con il meraviglioso mondo di Sapise e del riso


L'italiano che trova sempre una via di fuga, che trasferisce in ogni cosa che fa la genialità e originalità che forse ha impresse nel dna peninsulare, che trae vantaggio da un problema e riesce a valorizzare un difetto..ho pensato questo quando ho scoperto che ciò che nel mondo viene considerato una impurità da evitare del chicco di riso, ovvero la sua struttura interna, il cosiddetto gesso, non cristallina ma bianca, e' stato ribattezzato perla dal produttore di riso italiano che ne ha fatto una eccellenza per risotti unici al mondo. 

Il carnaroli e l'arborio hanno infatti la perla più grossa e sono le qualità migliori per ottenere un risotto perfetto. Il mondo del riso questo sconosciuto, non c'è che dire. Durante una assolata giornata autunnale ho camminato lungo argini vercellesi accompagnata da interessanti aneddoti e notizie scientifiche su questo argomento. Con me mio figlio undicenne che scattava foto stile reporter d'assalto e un gruppo di vocianti bloggers accompagnati da curiosi bimbi chiacchieroni. Una giornata per le famiglie. 
Regista del tutto Sa.Pi.Se Risi speciali, azienda sementiera nata in Piemonte nel '78 per volontà di un sardo. A proposito chi di voi sa che la Sardegna, nella zona di Oristano, complici il clima mite e l'acqua ci regala risi qualitativamente notevoli? 
O che in tutta la nostra penisola sono registrate al Ministero ben 200 varietà di riso ma solo 5 occupano la stragrande maggioranza delle coltivazioni! E tra queste non primeggiano le varietà da risotto ma la varietà Sole ( quella delle gallette per intenderci e del sushi italiano), la Luna (parboiled), Terra e Volano (arborio) esportate all'estero per i 2/3 della produzione. 

Quelli che noi compriamo abitualmente come il carnaroli, il vialone, il Roma, Baldo e Sant'Andrea non sono altro che nicchie. Sapevate che esiste una tavola di colori per valutare i difetti cromatici del riso, dal momento che in ogni confezione che acquistiamo tutti i chicchi devono essere identici, così da garantire le stesse performances in cottura? 


Ho appreso questo e molto altro durante quella passeggiata ammirando le parcelle, scacchiere di 30mq di terra coltivata a riso, perfettamente disegnate nei campi, utilizzate da Sapise per provare e testare nuove sementi e relative qualità di riso, nuove piantine che devono fortificarsi e dare risultati entro 10 anni dalla semina, così da verificare che le generazioni successive siano forti e sane abbastanza da giustificare una loro produzione di massa, passando quindi da semplici test in aree limitate ad appezzamenti di almeno 200 mq in zone selezionate nelle provincie di Vercelli, Novara e Pavia.

 Un centro di ricerca sulle sementi che ha quindi dato luce a linee particolari, non geneticamente modificate, non inficiate dalla chimica, piante che grazie alla ricerca e al miglioramento genetico, all'incrocio dei pollini, essendo il fiore di riso ermafrodita, non si ammalano e resistono più a lungo, tutte italiane, come il Venere nero, l'Artemide, Apollo, , Cerere, Ermes, Carnise. 

Quest'ultimo per esempio nasce dall'esigenza di semplificare la raccolta del prezioso carnaroli, la cui altezza richiede maggior lavoro, quindi tempo, quindi costi. Il Carnise ha le stesse caratteristiche del carnaroli ma, essendo più basso, è più semplice da raccogliere! Per il sushi perfetto invece è bastato aumentare la amilopectina che rilasciata in cottura crea la perfetta collosità intorno al chicco, fondamentale per la riuscita appunto del l'amato piatto giapponese ormai così popolare anche da noi. 

La risposta italiana al basmati è invece l'Apollo ....per non parlare del profumato rosso Ermes con il quale vi ho già proposto una ricetta poco tempo fa..ricetta che peraltro è stata premiata proprio in occasione del pranzo post visita agreste! Che giornata densa di emozioni oltre che di nozioni! Un pranzo semplice ma delizioso, solo la focaccia soffice con farina di riso nero vale il viaggio!! 

Beh anche il risotto perfettamente mantecato, il vino locale, i dolci..sapori marcati da ingredienti di assoluta qualità presso un grazioso ristorante che vi invito a visitare magari con le famiglie e i bambini...c'è una libreria per loro e soprattutto un museo a fianco, il Museo Civel, che li intratterrà in storie e in scoperte favoleggianti sulla vita intorno le risaie nel secolo scorso, sulla condivisione di un focolare nelle casine dove sono cresciuti i nostri nonni e bisnonni. Un momento ludico ma altamente istruttivo e propositivo per i bimbi, rimarranno affascinati da antichi strumenti di lavoro, da voci narranti leggende, da immagini rappresentanti un mondo che ci pare oggi anacronistico eppure non è così lontano. 

Un'ultima tappa prima del rientro a casa è d'obbligo..la Cascina Falasco, primo produttore italiano di riso Venere, bio e colorato naturalmente ( provate a sgranare un chicco e lo troverete nero ovviamente), il cui nome deriva dalla Venere Nera Josephine Baker, ci fa assaggiare frollini con farina di riso e accompagna la tribù di bimbi estasiati a guidare la mietitrebbia. 
Le pannocchie di riso, si chiamano così!!! Non spighe! ! 

sono già state tutte raccolte quindi la mietitrebbia è tutta per i bimbi. La prossima volta che vi si prospetta una uggiosa domenica sul divano salite in macchina e venite qui a Casalbeltrame, ne varrà la pena. Assaggiate le patatine croccanti al riso Venere..




Www.casalbeltrameonline.it
Www.sapise.it
Www.risispeciali.it
Www.paneamoreepoderia.com

venerdì 25 settembre 2015

Sinfonia mediterranea al tramonto di fine estate. Tanopassamilolio

Suoni il campanello in questo angolo della caratteristica Milano dei Navigli brulicante di locali storici e nuove aperture, più o meno modaioli e comunque stracolmi di festanti rumorosi avventori e ti apre la porta lui. Entri nel suo salotto e ti sembra di essere stato catapultato in una frazione di secondo in una silente dimora di campagna, signorile, lontana dal battito metallico dei vecchi tram che percorrono le vie intorno. Con tanto di ovattata ed ermetica sala per fumatori e chiacchiere, ricolma di ricercati sigari ed etichette di blasonati whisky e liquori. Comode poltrone che evitano la sigaretta sul marciapiede nelle gelide notti padane. Sei da Tanopassamilolio, ristorante milanese da una, ma ne meriterebbe sicuramente un'altra, stella Michelin. Lui, il padrone di casa, con i suoi meritatissimi riconoscimenti giustamente in mostra, e' Tano Simonato.

 Non si limita ad accoglierti per poi fuggire discretamente in cucina per coordinare l'uscita delle meraviglie che sfileranno sulla tavola a breve, ma con pazienza e dovizia di particolari spiega ogni singolo piatto, cura personalmente la riuscita delle foto che lo rappresenteranno e non si defila neppure innanzi a domande tecniche di quattro curiose bloggers, ma anche di qualsiasi commensale, riguardo i segreti di esecuzione degli stessi. Lui si accomoda anzi anche al tavolo, per carpire le sensazioni dei commensali, il loro piacere.