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venerdì 19 maggio 2023

Torta sbriciolata ripiena di crema pasticciera e cioccolato fondente

Una delle torte più amate a casa… un grande classico che vedo pubblicato spesso in svariate versioni! La torta sbriciolata preparata con una base di pasta frolla.


Assaggiata da un’amica preparata con le fragole, l’ho modificata perché uno dei miei figli proprio non le ama! Quindi ho ripiegato su un grande classico: il cioccolato! Purtroppo spesso a casa mia non è facile coniugare i gusti di tutti… E quindi sono sempre alla ricerca di soluzioni approvabili all’unisono😂😂... anche da voi rompono?? Perfetta sempre! Che sia per una merenda, per un tè con le amiche, la colazione o un picnic! 👉come si prepara? 

Per la base di pasta frolla e la sbriciolata di copertura utilizzo la ricetta della mia nonna: 

380 gr farina, due uova, 150gr zucchero, 180 gr burro, mezzo cucchiaino di cremortartaro e mezzo di bicarbonato oppure lievito in bustina.
Impasto le uova sbattute con lo zucchero, aggiungo la farina e lievito e infine il burro a pomata, impastando con le mani. Stendo metà di questo composto in una tortiera rotonda da 24 cm di diametro rivestita con carta forno. È fondamentale compattare bene la base e predisporre anche un bordo.




Nel frattempo preparo la crema pasticciera per il ripieno. Verso mezzo litro di latte in un pentolino e lo faccio riscaldare sul fuoco, A piacere aggiungo una scorza di limone che poi andrò ad eliminare. In una ciotola sbatto vigorosamente tre tuorli con tre cucchiai di zucchero e aggiungo tre cucchiai di farina setacciata continuando a mescolare. Quindi unisco il latte a questo composto e procedo alla cottura della crema finché non si sarà addensata ovvero rimane un velo sul cucchiaio.

Ricopro la base di pasta frolla con la crema preparata e aggiungo il cioccolato fondente tagliato grossolanamente al  coltello o grattugiato.





Con il resto della frolla termino la torta. Dato che devo creare un effetto crumble e quindi delle piccole palline un po’ sabbiose, le preparo sfregando l’impasto tra le mani. Inforno per circa 35 minuti a 180.









lunedì 1 novembre 2021

Una pausa gourmet a Milano, una macelleria che diventa bistrot e prodotti italiani eccellenti da degustare! Benvenuti da Carnieco per un aperitivo milanese

Convivialità! un termine che riconduce al convivium (il vivere cum latino), pertanto evoca il cibo, la tavola imbandita, la festa. Io sono cresciuta cosi ora che ci rifletto, sono emiliana e credo che come una sorta di  tatuaggio invisibile sotto pelle sia insita in me la caratteristica di aver sempre voglia di brindisi, di sorrisi, di assaggi in compagnia!


ma in primis sono italiana e riconosco tutto quello che è dimostrazione di lavoro, di serietà, di materie prime di un certo livello, di unicità e di eccellenza tricolore. Cosi sono i prodotti che ho assaggiato durante la degustazione e la serata da CarnieCo a Milano! una triangolazione perfetta tra Emilia-Romagna, Lombardia e Umbria, tre nicchie, tre chicche, tre prodotti spettacolari in un viaggio virtuale che parte dalla terra che mi ha generato, alla regione che mi accoglie dai tempi dell'universita ad oggi sino ad una bomboniera come solo l'umbria sa essere! 

Ecco a voi il prosciutto crudo di Parma, la bresaola della Valtellina e vini di colline umbre, realtà italiane di cui andare davvero fieri! da dove parte il nostro viaggio virtuale?? 


Il mio viaggio virtuale parte da una location milanese a me ancora sconosciuta sino a pochi giorni orsono, una di quelle nicchie che adoro, ove entri  per assaggiare ma anche per poter comprare prodotti, nella fattispecie carne, salumi, olio extra vergine di oliva rigorosamente italiano, vini o formaggi... parlo di una vecchia macelleria in viale Montenero a Milano che, dietro ad un banco fornitissimo propone un menù in carta davvero interessante!

Prodotti rigorosamente selezionati e di altissima qualità, raffinate tecniche di taglio e cottura e un retro bottega che non ti aspetti! Cosi attraverso la vecchia porta di una cella frigofera accedi alla sala dove è possibile sedersi per una apertitvo o una cena, e ti trovi catapultato tra luci soffuse e un neon rosso fuoco dalla scritta accattivante...in blood we trust! per passare, volendo, ad un piccolo dehors all'aria aperta. ... 




Per l’occasione io e alcuni amiche abbiamo degustato i prodotti di tre aziende come gia vi accennavo! Eccole: il salumificio San Michele, dalle campagne di Felino (Parma), che all’origine era un semplice prosciuttificio e nel tempo si è espanso nella campagna di Langhirano patria per eccellenza del prosciutto di Parma, aprendo altri stabilimenti al fine di verticalizzare tutto il procedimento e tutte le fasi di lavorazione e produzione di prosciutti veramente eccezionali!

Vi basti pensare che ad oggi ne vengono prodotti circa 800.000 l’anno! Io ho assaggiato il prosciutto di Parma 24 mesi e vorrei potervi far sognare la dolcezza poetica di ogni fetta..

L’ho accompagnato sorseggiando alcune etichette della casa vinicola Terre de la Custodia e qui ci spostiamo in Umbria, una regione tanto affascinante e pregna di tradizioni quanto a parer mio così riservata, patria della famiglia  Farchioni che si dedica al proprio territorio da generazioni, attenta alla sostenibilità ambientale e all’innovazione per la produzione di grandi prodotti!, partendo dal core business che è la produzione di olio extravergine di oliva sino alle birre eccezionali artigianali e ai vini che abbiamo degustato durante la pausa gourmet di pochi giorni fa... bollicine metodo classico a base grechetto e Pinot nero, perfetto per un aperitivo e persistente al palato, e il Montefalco grechetto doc, vino che profuma di frutta e di fiori! ovviamente la loro offerta spazia ulteriormente...vi invito a visitarne il sito.. 

Nel frattempo ci siamo fatti deliziare da un altro salume che personalmente scelgo sulla mia tavola molto spesso! Mi riferisco alla bresaola della valtellina, nella fattispecie la bresaola Bordoni, orgoglio di una famiglia che, da un paesino della Valtellina, tra aria rarefatta e pulita e tanta attenzione per il proprio territorio, ha creato un prodotto di altissimo livello , partendo da una piccola macelleria sino alla bella azienda di oggi.

Grande passione e professionalità per un prodotto ad oggi certificato IGP di altissima qualità apprezzato a livello globale. In fondo riflettevo che il filo invisibile che lega le aziende di cui vi ho raccontato è proprio la capacita'  di portare avanti per generazioni un progetto di famiglia con incredibile passione e lungimiranza, di superare i possibili gap generazionale e di avere un successo globale grazie ad una visione univoca e ad una grande passione unite al legame indissolubile con il proprio territorio! 

Cheers!

www.carnieco.it

www.san-michele.it

www.bresaolabordoni.it

www.terredelacustodia.com

giovedì 21 ottobre 2021

Lo gnocco fritto della nonna...la mia infanzia emiliana in un piatto

Io me lo ricordo ancora quel profumo di fritto inconfondibile che ti entrava sottopelle e quei pezzi di pasta fritta bollenti che mangiavi con i salumi mentre gli stessi si scioglievano letteralmente al palato .. mamma mia erano un tutt’uno insieme a lui!! il re dell’Emilia-Romagna!! il o gnocco fritto! Una nonna a Mirandola e una nonna a Concordia  sulla secchia.. eppure nonostante questa manciata di chilometri le loro due ricette erano nettamente diverse! Uno era un po’ più alto e spesso pertanto risultava forse un po’ più soffice da fritto e l’altro, viste le braccia possenti della amata nonna Maria, diventava sottilissimo sotto il suo matterello quindi si friggeva in un attimo, in un battito di ciglia! E sfrigolava .. come era buono!!! Fritto nello strutto che ora solo a sentirlo nominare metà dei miei lettosi sviene...E nonostante le quantità folli che venivano preparate io, mio fratello e miei cugini eravamo sempre lì a litigarcelo! Con la coppa che scioglieva appena l’appoggiavi sul gnocco, il prosciutto e il salame !!! solo chi è nato in Emilia-Romagna forse può capire... sta di fatto che ad oggi ogni tanto (spesso) lo prepariamo ancora a casa mia eppure non ha lo stesso gusto di quello delle mie nonne nonostante ne seguiamo la ricetta.  Che poi a dirla tutta quello che restava, se ne restava, il giorno dopo era ancora più buono! ma non so se definirli dei segreti della memoria e attribuire loro il fascino di quanto non c’è più e quindi di relegare tutta quella bontà al mio immaginario o se davvero le materie prime che utilizzavamo erano così particolari ed eccezionali rispetto a quelle di oggi chissà.. la ricetta entro sera la metto sul blog! La volete? Premetto che io non lo friggo nello strutto! a volte lo preparo anche ripieno... i miei amici ne vanno matti! Ovviamente il lambrusco si abbina benissimo! ma anche un rosè spumantizzato è perfetto!



Ecco due versioni e due ricette per l'impasto..ammetto di andare molto ad occhio per le quantita di acqua rispetto alla farina. Ricordate l'impasto deve essere elastico e non troppo bagnato altrimenti risulta difficile da stendere! inoltre infarinate il tagliere sempre prima di stendere altrimenti si attacca tutto!

RICETTA 1

500 g di farina, 25 g di lievito di birra, 250 -300 g di acqua un poco di zucchero un pizzico di sale e strutto per friggere

Impastare bene la farina con il lievito precendemente sciolto nell’acqua tiepida insieme allo zucchero, aggiungere il sale e lavorare vigorosamente per almeno 10 minuti fino ad ottenere un impasto bello liscio. Lasciare riposare l’impasto in luogo fresco per circa tre ore. Stendere la pasta sottile col matterello, tagliare dei rombi e friggere nello strutto bollente. Servire con salumi a piacere.

RICETTA 2


Sciogliere in 200 g di latte tiepido 15 g di lievito di birra quindi unire sulla spianatoia di legno 300 g di farina 0, 25 g di strutto morbido e un pizzico di sale!  lavorare bene e impastare sul tagliere di legno con colpo di polso deciso!!!  fare lievitare per almeno due ore al fresco quindi stendere la pasta col matterello, tagliare dei rombi e friggere nello strutto.
Servire bollente con salumi a piacere

giovedì 29 aprile 2021

Lonza all'arancia profumata al the nero…un arrosto per la cena di Natale

Un piatto che preparo spesso, sia per la mia famiglia che per gli ospiti e accompagno con un contorno di patatine al forno o di carotine glassate.. può essere preparato anche in anticipo e riscaldato all’ultimo momento ed è perfetto anche per occasioni di festa...ovviamente è opportuno scegliere il periodo invernale per reperire arance non trattate, succose e gustose. Ricordate che se la carne è di qualità e viene cotta in forno lentamente risulterà morbidissima. La lonza è per natura magra e bisogna prestare attenzione in cottura proprio per evitare che diventi poi dura e stopposa.




  • Un kg di lonza di maiale 
  • 2 arance grosse non trattate
  • 2/3 rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaino di farina
  • olio extravergine di oliva
  • 250 ml di vino bianco
  • Una cipolla bianca
  • sale
  • pepe nero
  • Un pizzico di the nero in polvere o anche in foglie



Grattugiare la buccia delle arance dopo averle lavate ed asciugate, stando attenti a non intaccarne la parte bianca, quindi spremerle. Raccogliere in una pirofila succo e buccia d'arancia, il rosmarino, il the nero eventualmente lasciato in una piccola garza cosi da poterlo facilmente eliminare alla fine, un po’ di sale e il pepe. Eliminare dalla carne eventuale grasso e adagiare nella pirofila così da farla marinare per un'ora circa, rigirandola una volta.



In un largo tegame fare scaldare olio. Aggiungere quindi la carne sgocciolata, tenendo da parte la marinatura, e farla rosolare bene da tutti i lati a fuoco vivace, quindi sfumare con il vino e una parte del succo di arancia. Trasferire nuovamente la lonza rosolata nella pirofila con tutta la marinatura, la cipolla pulita e tagliata in pezzi grossolani e il succo della padella e cuocere in forno a 150° per un'ora. A metà cottura girare la carne e ogni tanto irrorare con il suo sugo. Io consiglio comunque di coprirla con carta stagnola così da non farla seccare.

A cottura ultimata trasferire il liquido rimasto in un pentolino, unire la farina e, mescolando bene con una forchetta per evitare la formazione di grumi, fate addensare sul fornello per un minuto. Infine tagliare a fette la lonza e servire con il suo fondo.




martedì 6 novembre 2018

Ostriche e frutti di mare a domicilio....per il luxury fish basta un click...grazie ad I love ostrica,

Il profumo del mare a portata di click...un modo davvero innovativo per gustare un prodotto che potremmo definire insolito nel mondo degli acquisti on Line e delle consegne a domicilio. Eppure c’è chi ci ha creduto e ci consente di gustarlo comodamente seduti nel nostro salotto, musica soffusa, le bollicine in fresco e i flutes pronti ad accogliere gli ospiti, per una serata senza il fragoroso chiocciare tipico del locale pubblico: è in consegna un plateau di freschissime ostriche. Si, avete letto bene, ostriche.

venerdì 26 gennaio 2018

Paccheri ripieni con funghi porcini ...una cena tranquilla tra amici

Vi capita mai di dover preparare un pranzo per amici e volete coccolarli con qualcosa di buono ma allo stesso tempo avete il desiderio di sedervi a tavola con loro, un calice di vino e tante chiacchiere senza la noia di alzarsi ogni due minuti a controllare la cottura delle varie portate...ecco trovo che i paccheri ripieni siano davvero una soluzione azzeccata...versatili , possono essere riempiti dando sfogo alla fantasia..addirittura se il ripieno fosse corposo come quello che vengo a presentarvi saranno un piatto unico..
Questa ricetta è nata in montagna, luogo dove trascorro parecchio tempo anche durante l’estate. Li trovo materie prime davvero eccezionali e diventa sicuramente più semplice comporre piatti gustosi. Dal formaggiaio il profumo del burro inebria in mezzo a formaggi d’alpeggio e ricotte freschissime, mentre il macellaio ha una vetrina meravigliosa...i miei figli amano partire la mattina presto con il nonno per andare a cercare funghi. Raccolgono solo finferli e porcini, soprattutto per motivi di sicurezza..pur conoscendo abbastanza bene i funghi mio padre non si fida. Se sono abbondanti li congelo così da utilizzarli durante le stagioni invernali....come ora. Ecco questo sono gli ingredienti del piatto...il pacchetto sceglietelo di qualità, trafilato al bronzo. Io ho scelto quelli lisci per questa ricetta.. e un calice di ottimo rosso. 


PACCHERI RIPIENI

Paccheri gr 500, funghi (mix di porcini, finferli) gr 400, salsiccia spellata gr 300, ricotta fresca gr 400, un cucchiaio di concentrato di pomodoro diluito in acqua, 2 porri, latte, farina e burro per la preparazione della besciamella, parmigiano, olio, vino bianco secco un bicchiere. 
Stufare i porri tritati in olio, aggiungendo poca acqua per farlo stufare. Quando sono asciutti unire la salsiccia sbriciolata, rosolarla quindi sfumare con vino bianco. Appena il vino si asciuga togliere dal fuoco quindi tritare nel tritatutto e rimettere in padella, unendo il concentrato, sale, pepe e per ultimo i funghi tritati a piccoli pezzetti. Preparare una besciamella morbida. Cuocere nel frattempo i paccheri in abbondante acqua salata e scolarli a metà cottura. Quando il composto è freddo, unire la ricotta e il parmigiano grattugiato. Spalmare la besciamella sul fondo di una teglia. Mettere i paccheri in piedi sulla teglia e riempirli con il ripieno utilizzando un sac-a-poche.

Coprire con altra besciamella, parmigiano e timo sfogliato.
Infornare per 25-30 minuti a 180°C. Grigliare per pochi minuti alla fine. 

venerdì 29 gennaio 2016

Gnocchi di patate e ceci con gamberi e porcini..profumati allo zenzero

Quando comincio ad impastare gli gnocchi di patate, di per se semplicissimi, sporco di farina mezza cucina, perché poi ho le mani tutte impiastricciate e devo prendere altra farina o cambiare coltello..insomma finisce che ne confeziono una quantità industriale così poi li congelo e durano almeno un paio di pasti della mia numerosa famiglia affamata..i gnocchi rendono poco in cottura e così ogni volta penso di sfamare un esercito e invece solo i tre figli che tornano dagli allenamenti dei loro vari sport, tutti diversi ovviamente, ne mangiano almeno 6 o 7 etti. Scelgo patate che non rilascino troppa acqua anche una volta cotte, altrimenti il lavoro di impasto con la farina per legare diventa infinito...le migliori? Le acquisto in montagna in dosi massicce..per gli gnocchi le patate non devono essere giovani! Vanno bene anche quelle bianche ma comunque mai novelle o appena raccolte! 
Oggi le ho impastate con la farina di ceci, ricca di fibre e sali minerali. Un sapore che adoro in abbinamento al pesce, in particolare ai gamberi. La ricetta non è mia, o meglio, io l'ho letta su un libro di uno chef che apprezzo e che è fonte per me di ispirazione in molte occasioni, Claudio Sadler. Io l'ho modificata comunque. E ho aggiunto un mio personale tocco finale, lo zenzero fresco.