mercoledì 13 ottobre 2021

Alla scoperta del cibo Thai, tra sapori ed ingredienti mai provati

In una Milano settembrina caldissima con i calici in alto a riempirsi di colori, sapori e profumi con appiccicata la voglia di partire per terre lontane! A conclusione di un tour che ha toccato varie città d’Italia alla scoperta dei migliori ristoranti thai, eccoci qui a @farm65 pronti per assaggiarne alcuni piatti con gli occhi e il palato!! Un evento guidato dall’eleganza e dai sorrisi di chi è una vera esperta in materia! !  La stupenda Vatinee, food blogger e non solo!



Il riso è ingrediente principale di ogni pasto, il re della cucina Thai sia nei piatti salati che nei piatti dolci: l’ho assaggiato accompagnato da verdure e da salse di erbe thai ( come nel knao yam) oppure da frutta meravigliosa come il loro strepitoso mango. Avete mai assaggiato il profumatissimo riso Jasmine? E la cucina Thai?  Uno show cooking con lo chef Kamon e lo stupore misto a gioia e tante bollicine per il rivedersi finalmente in presenza e poter salutare volti conosciuti dal vivo!! Come mi mancava!! grazie Vaty! Mi hai fatto scoprire sapori lontani a me ancora sconosciuti! 




Gia lo scorso anno avevo partecipato ad un evento sulla falsa riga di questo, sempre a Farm 65, anche se la modalità era un poco differente, infatti il Test Rice Taste of Thailand era organizzato congiuntamente da Thai Trade Center,  dall’Ambasciata della Thailandia e dall’ Ente Nazionale Del Turismo Thailandese di Roma a Milano proprio con la finalità di divulgare in Italia la tradizione di questo paese. 


Il piacevole invito da parte appunto di Vatinee, Vaty ormai, mi fece conoscere ed incontrare alcune bloggers che sino a quel momento conoscevo solo via social ! Stupendo! Come mi piacque assaggiare succulenti frutti che parlano di mondi lontani e testare sapori a me sconosciuti oltre ad assistere alla preparazione di alcuni piatti da parte della chef Panjaree Boonchuay ... tra appunti e foto dello scorso anno e del presente spero di replicarne almeno uno a casa al più presto! Piatti saporiti eppure delicati, ricchi di ingredienti mescolati insieme eppure singolarmente percepibili come la strepitosa zuppa Thai Tom kha gai soup! Il tutto coronato da un gelato strepitoso al mango tailandese ( arriva freschissimo grazie ad un procedimento di congelamento a -70 gradi con azoto liquido) spruzzato con lo Spritz per l’occasione milanese! La gelateria è di Roma e mi piace assai!


I pomodorini secchi fatti in casa...anzi in Sicilia, a Modica, che io sento casa...

Sono andata in uno di quei vecchi negozi di tessuti con gli scaffali traboccanti di meraviglie per comprare il tulle ...


I datterini Bío li avevo acquistati tornando dalla spiaggia nella zona di Pachino ove basta imboccare le stradine sterrate tra i campi infiniti colmi di preziosi grappoli rossi! Dopo anni di vacanze siciliane in cui acquistavo chili di pomodori secchi, un ingrediente che adoro aggiungere alle ricette e mangiare come fossero noccioline mentre cucino, quest’estate ho deciso di prepararmeli da sola, grazie ai preziosi suggerimenti e consigli di Francesco della @masseria_quartarella ... complice il caldo torrido e secco di questi giorni sono bastate poco più di 24 ore affinché i pomodorini, tagliati per il lungo ed adagiati su un asse di legno ricoperti con po di sale, avvolti dal velo bianco delle spose così da impedirne l’assalto da parte di insetti e lucertole, si siano seccati alla perfezione !!!



a quel punto li ho tuffati in acqua bollente e fatti asciugare ancora mezza giornata all’ombra ed ora sono pronti nei sacchetti per farmi sognare quando rientrerò a casa! Così potrò sentire ancora i profumi di questa terra che amo come se fosse la mia terra natale. Avete mai provato a preparare i pomodori secchi? Bastano #pomodoricilieginibio o pomodori datterini  e tanto sole siciliano …basta riporli in un sacchetto di carta e si conservano per mesi anche in freezer. Altrimenti potete metterli in un vaso di vetro con olio extravergine d’oliva e basilico, qualche fogliolina di origano secco, aglio..insomma quello che più preferite! Così da gustarli per un aperitivo o in una insalata particolare!








#siciliabedda #sicilylifestyle #sicilylover #modica #francescadiaries #cucinaitaliana #driedtomatoes #homemadefood

giovedì 29 aprile 2021

Lonza all'arancia profumata al the nero…un arrosto per la cena di Natale

Un piatto che preparo spesso, sia per la mia famiglia che per gli ospiti e accompagno con un contorno di patatine al forno o di carotine glassate.. può essere preparato anche in anticipo e riscaldato all’ultimo momento ed è perfetto anche per occasioni di festa...ovviamente è opportuno scegliere il periodo invernale per reperire arance non trattate, succose e gustose. Ricordate che se la carne è di qualità e viene cotta in forno lentamente risulterà morbidissima. La lonza è per natura magra e bisogna prestare attenzione in cottura proprio per evitare che diventi poi dura e stopposa.




  • Un kg di lonza di maiale 
  • 2 arance grosse non trattate
  • 2/3 rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaino di farina
  • olio extravergine di oliva
  • 250 ml di vino bianco
  • Una cipolla bianca
  • sale
  • pepe nero
  • Un pizzico di the nero in polvere o anche in foglie



Grattugiare la buccia delle arance dopo averle lavate ed asciugate, stando attenti a non intaccarne la parte bianca, quindi spremerle. Raccogliere in una pirofila succo e buccia d'arancia, il rosmarino, il the nero eventualmente lasciato in una piccola garza cosi da poterlo facilmente eliminare alla fine, un po’ di sale e il pepe. Eliminare dalla carne eventuale grasso e adagiare nella pirofila così da farla marinare per un'ora circa, rigirandola una volta.



In un largo tegame fare scaldare olio. Aggiungere quindi la carne sgocciolata, tenendo da parte la marinatura, e farla rosolare bene da tutti i lati a fuoco vivace, quindi sfumare con il vino e una parte del succo di arancia. Trasferire nuovamente la lonza rosolata nella pirofila con tutta la marinatura, la cipolla pulita e tagliata in pezzi grossolani e il succo della padella e cuocere in forno a 150° per un'ora. A metà cottura girare la carne e ogni tanto irrorare con il suo sugo. Io consiglio comunque di coprirla con carta stagnola così da non farla seccare.

A cottura ultimata trasferire il liquido rimasto in un pentolino, unire la farina e, mescolando bene con una forchetta per evitare la formazione di grumi, fate addensare sul fornello per un minuto. Infine tagliare a fette la lonza e servire con il suo fondo.




Tagliatelle di segale con porri e guanciale croccante

TAGLIATELLE DI SEGALE PORRI E GUANCIALE

Un piatto preparato una sera da mia mamma e fatto assaggiare ai miei figli con enorme titubanza sicuri che non lo avrebbero apprezzato, non tanto per il colore scuro delle tagliatelle quanto per la consistenza dei porri..e invece ormai viene acclamato almeno una volta la settimana! Tanto che quando preparo le tagliatelle ne faccio in abbondanza e le lascio seccare..le metto in un sacchetto di carta al fresco e durano tranquillamente alcuni giorni.


I porri di Cervere sono difficili da reperire sul mercato, potete sostituire con quelli più comuni ma abbiate sempre l’accortezza di utilizzarne solo la parte bianca e di tagliarli a rondelle sottili dopo averli lavati bene. 


Procedimento...

Preparare la pasta per le tagliatelle impastando farina di segale e farina di grano duro in uguale misura insieme alle uova ( un uovo ogni 100 gr di farina), un pizzico di sale, olio q.b.

Lasciare riposare l’impasto avvolto nella pellicola per un’ora circa, quindi  iniziare a tirare la pasta e fare le tagliatelle.

Stufare nel frattempo 4 porri (meglio quelli piemontesi di Cervere, più piccoli e delicati) in un dito di acqua, aggiungere olio extravergine di oliva per far insaporire sempre mantenendo il fuoco basso. Alla fine legare con un cucchiao di panna fresca. Croccantare il guanciale tagliato a striscioline.

Lessare le tagliatelle, scolarle al dente e mantecare nella padella con i porri, il guanciale e il suo sugo, mescolare facendolo assorbire.

venerdì 23 ottobre 2020

una merenda sana e gustosa...plum-cake morbido alla ricotta e cioccolato

Questa ricetta è nata dal caos cosmico in cui ultimamente navigo sempre di corsa... mi scordo impegni dei figli, visite da prenotare e soprattutto la mascherina... evidentemente ho bisogno di vacanze anche se in teoria sono appena terminate!


Cosi per errore ho comprato tantissima ricotta a breve scadenza e a quel ho recuperato un pacchetto di mandorle da terminare e del bellissimo cioccolato che durante l’estate lasciai in frigo e ovviamente ora presenta quella patina biancastra che ne modifica il gusto...
Mio figlio mi avverte dell’arrivo di amici per svolgere una ricerca e penso subito ad una merenda con gli ingredienti a disposizione e nasce questo plum-cake! Decisamente buono e leggero..spazzolato all’istante tanto che l’ho replicato varie volte ed accompagnato a della frutta.


Ingredienti


4 uova

180 g di zucchero di canna 

250 g di ricotta fresca

120 g di olio di mais

230 g di farina 00

70 g di farina di mandorle

120 g di cioccolato fondente o gocce di cioccolato 

Una bustina di lievito per dolci



Sbattete vigorosamente le uova con l'aggiunta dello zucchero fino a che non risultino spumose. Volendo potete aiutarvi con delle fruste elettriche. Aggiungete ora l'olio di semi e la ricotta precedentemente lavorata con una forchetta così da renderla più cremosa, incorporate gli ingredienti con delicatezza mescolando dal basso verso l'alto. Setacciate la farina insieme al lievito e aggiungete al composto di uova, zucchero e ricotta mescolando sempre dal basso verso l'alto. Tagliate il cioccolato al coltello grossolanamente quindi aggiungete all’impasto.Trasferite il tutto in uno stampo da plumcake precedentemente unto con burro e un velo di farina oppure utilizzare uno stampo in silicone. Scaldate il forno e infornate a 180°C per dieci minuti poi abbassate il forno a 160 sino a cottura.



mercoledì 5 agosto 2020

Orecchiette pugliesi con rucola selvatica e pomodori ciliegini...

W le orecchiette!!  Adoro personalmente la pasta di semola fresca, la sua consistenza e versatilità oltre che velocità di cottura che mi salva sovente quando mi ritrovo con i figli affamati... ho provato a proporla in una versione tricolore, tipica ricetta pugliese quindi proveniente da zone molto care a me e alla mia famiglia ed è stato un successo! adesso me la chiedono spessissimo! le orecchiette con la rucola selvatica e i pomodorini ciliegini, saltati in padella semplicemente con un poco di olio extravergine di oliva ! Saporite e semplicissime da preparare .. la cosa incredibile è che ho trovato tantissima rucola selvatica sui monti valdostani ove trascorro parecchio tempo. Incredula ho visto queste piante nei prati e ho provato a sentire l’inconfondibile profumo...ormai..qui sui monti cresce ovunque ed è saporitissima oltre che profumata... pizzica la lingua come quella dei campi assolati del sud!!! Ne raccolgo sacchetti mentre vado a camminare...

Le dosi riportate sono per tre-4 persone...la pasta fresca rende poco!
  • 600 gr di orecchiette fresche
  • 450 grammi di rucola
  • 1 spicchio di aglio
  • 8 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 20 pomodorini ciliegini 
  • sale q.b.
  • Pulire e lavare la rucola, mettere a bollire l’acqua per la pasta e, non appena bolle lessare le orecchiette insieme alla rucola...i tempi di cottura della pasta fresca sono infatti davvero veloci. Nel frattempo saltare in una padella in olio extravergine di oliva i pomodorini tagliati a metà e l’aglio, se di vostro gusto. Basteranno pochi minuti. Scolare rucola e orecchiette e farle saltare in padella per qualche minuto insieme ai pomodorini. Servire.



venerdì 26 giugno 2020

La stella del Petit Royal di Paolo Griffa sotto le stelle del Monte Bianco a Courmayeur... il ristorante Petit Royal


Il monte bianco da lassù osserva maestoso il piccolo ed elegante Comune di Courmayeur nel cuore della Valle D’Aosta e qui, al suo cospetto, all’interno dell’hotel 5 stelle Royal and Golf, trova spazio il ristorante stellato del giovanissimo chef Paolo Griffa.
Ampie e luminose vetrate regalano una vista mozzafiato, sia che il panorama circostante sia ovattato da una fiabesca coltre di neve sia che raggi di sole riflettano le acque della piscina che accoglie un verde prato all’inglese parte della struttura. 


Ed è proprio anche la sua straordinaria location, circondata dalle montagne più belle della Valle e da scorci davvero magici soprattutto in alcuni momenti dell’anno, ad aver contribuito al riconoscimento della Stella Michelin. Al Grand Hotel Royal & Golf, ogni angolo è studiato per contribuire alla sensazione di lusso e benessere, di esclusività e coccole e lo spazio del ristorante Petit Royal ne é assolutamente la dimostrazione a parer mio. 

Paolo, classe 1991, è un ragazzo da sempre determinato e focalizzato sulle proprie aspirazioni e ambizioni professionali, sino da quando fece ingresso nell’istituto alberghiero Giovanni Giolitti di Torino, completato peraltro in maniera eccellente e tra i pochi del suo anno che terminarono il percorso di studi. Nel suo percorso accademico e professionale appena post diploma Paolo inanella una lunga serie di esperienze presso altrettanti ristoranti e realtà culinarie di altissimo livello in Italia e all’estero, alcuni reputati tra i migliori ristoranti al mondo come Combal Zero (IT), Chateaubriand (FR), Studio (DK). La grande opportunità di crescita e dimostrazione delle proprie capacità gli arriva come giovanissimo sous-chef del Piccolo Lago di Marco Sacco (Verbania, Italia) dal 2013 a fine 2015, periodo altresì del Premio San Pellegrino Young chef 2015. Da marzo 2016 fa parte della brigata di Serge Vieira, Due Stelle Michelin e vincitore Bocuse d’Or 2005, a Chaudes-Aigues (Francia). Proprio in questo periodo viene contattato dal proprietario dell’hotel di Courmayeur che lo invita per un semplice colloquio e invece lo convince a fermarsi nella località montana ove inizia a dirigere nel 2017 appunto il Petit Royal.

venerdì 12 giugno 2020

Profumo di pane fatto in casa: ecco il mio di semola, lunga lievitazione e cotto in pentola

Era da tempo,da amante dei lievitati e degli impasti quale sono, che desideravo preparare un pane fatto in casa tipo quello di Altamura che adoro condire con olio e pomodori secchi frullati... lo mangio anche a colazione!
Ecco secondo me questo ci assomiglia parecchio pur con i limiti ovviamente di un forno casalingo!

lunedì 4 maggio 2020

una colazione o merenda golosa... i pangoccioli fatti in casa

Era da tempo che desideravo sperimentare la preparazione casalinga dei famosi pangoccioli che sovente compro per i miei figli dato che è una delle loro colazioni e merende preferite! La prole continuava a chiedermelo! sia perché sono appunto degli appassionati di queste merendine sia perché volevano provare a vedere se riuscivamo a prepararli a casa dato che la loro mamma è un po’ una rompina come dicono loro e cerca sempre di fare tutto senza conservanti e con ingredienti di suo gusto.


giovedì 6 febbraio 2020

Liquori e motori...direttamente da Bentley Milano ecco Femmes, assoluto al mandarino di Giardini D'Amore

Una squadra quasi interamente al femminile per la presentazione della neonata creazione del brand Giardini d’Amore Liquori di cui in precedenza vi ho già raccontato.

Un solo ingrediente già dal nome evocativo di profumi, colori e luci mediterranee...anche questa volte l’ingrediente base della nuova creazione della piccola speciale azienda siciliana, il più dolce e femminile degli agrumi, il Mandarino, viene coltivato, come tutte o quasi le materie prime dei liquori del brand, a poca distanza dal laboratorio artigianale di Roccalumera in Sicilia... e appena apri la seducente e raffinata boccetta che lo contiene puoi chiudere gli occhi e sentire tutti quegli inebrianti profumi di cielo, mare, zagara e terre assolate.

È un omaggio a tutte le donne, alla loro audacia e ineguagliabile bellezza, alla loro elegante determinazione e coraggio, tutti elementi che ritroviamo nell’inconfondibile unico packaging che mi affascino’ sin da quando conobbi i tre ragazzi ideatori di Giardini d’Amore e le loro ineguagliabili chic boccette che racchiudono storie di eleganza e passione intrecciate ai loro liquori.