domenica 22 maggio 2022

La nuova collezione autunno-inverno 2023 di Doria 1905 e la rivisitazione dei suoi modelli più iconici

Volgere lo sguardo verso l’orizzonte o verso una cartina del mondo appesa su una parete e proiettarmi dove vorrei recarmi ora. Naturalmente indossando uno dei meravigliosi nuovi modelli di Doria 1905... il tema del viaggio del resto è connaturato nell’anima di questo brand tutto italiano, un’anima che pur evolvendo e trasformandosi in ogni stagione mantiene inalterata la sua identità e il suo spirito nomade, il suo attaccamento alle origini.


A volte conosci per caso delle realtà di un made in Italy di cui non ti stanchi di raccontare. Questo è Doria 1905, azienda artigianale italiana, che ad ogni stagione ci conduce nel suo intricato gomitolo di dettagli unici, di filati preziosamente intersecati, di disegni, cuciture e ancora di colori che replicano le sfumature della natura salentina, luogo appunto di origine di questa maison tutta italiana. Per la prossima stagione autunno- inverno infatti l'azienda con un ardito tuffo nel passato ci ripropone modelli senza tempo, anche i suoi modelli più classici e iconici ma rivisitati senza mai scordare quei preziosi dettagli che rendono i loro copricapi assolutamente riconoscibili.




Che siano il color cioccolato mescolato allo zafferano o il color Malvasia mescolato al castagna o ancora il color liquirizia. Solitamente vi parlo di food con queste connotazioni cromatiche ma quando si tratta di artigianalità italiana le stesse possono essere trasposte facilmente all’incredibile mondo dei capelli di Doria 1905. Che ovviamente oltre ad essere tanto semplici, quanto unici e ricercati, sono totalmente naturali nei materiali e sempre più sostenibili. Sono leggeri e comodi da riporre in una borsa per partire per un viaggio che come sappiamo è il leitmotiv che ormai attraversa tutte le collezioni dell’azienda salentina. Mi piace indossarli e provarli tutti quando vado alle presentazioni delle nuove collezioni ed immaginarmi altrove mentre accarezzo e catturo in uno scatto quanti più modelli.


E allora ecco sfilare le nuove coppole che si annodano come una bandana e cappelli che si arrotolano pronti da riporre in borsa, le cloches, i bucket impermeabili In tessuto tecnico scuba imbottito anche per le temperature più fredde, le visiere piatte, Il feltro roller arrotolabile che assume le forme che più ci piacciono, i lacci e i nastri ricamati decorativi sempre comunque sobri e di gran classe e intanto ....siamo cosi proiettati verso il prossimo inverno !

venerdì 1 aprile 2022

Polpette fritte di tonno e miglio biologico...una tira l'altra

Durante le mie vacanze estive in quel di Modica in Sicilia una sera l’amica Paola, cuoca peraltro eccezionale, mi fece assaggiare delle polpette di tonno che trovai sfiziose e buonissime!! Le chiesi come le aveva preparate e lei mi rivelò che aveva innumerevoli ricette per preparare le stesse, comunque tutte come base avevano il tonno sott’olio. Inoltre per loro erano le classiche ricette da aperitivo o per la spiaggia in quanto semplici e veloci da preparare!! Sul veloci avrei qualcosa da obiettare ma sicuramente la maestria di Paola nel cucinare fa sì che lei riesca a prepararne in quantità industriali in breve tempo!! Ho provato a prepararle utilizzando del miglio al posto delle patate.. un miglio proveniente da coltivazioni biologiche di cui ho già parlato in un precedente post ovvero quelle di Cristiana, azienda DICRISTIANA, della Lomellina, TOP ITALIAN FOOD 2022 per il Gambero Rosso!





Il miglio oltre ad essere senza glutine è ricchissimo di vitamine soprattutto la preziosa vitamina B e di sali minerali ha pure un indice glicemico davvero basso, molto inferiore a quello delle patate ad esempio!

Quindi queste polpette sono davvero ottime anche dal punto di vista nutrizionale Le mie polpette al miglio e tonno hanno superato l’esame della prole che è sempre molto esigente e critica quindi ve le consiglio caldamente! Ovviamente potete prepararle sia fritte che al forno !! Veniamo alla ricetta:

Per circa 60 polpette da 15 g ognuna abbiamo bisogno di: 

400 g circa di miglio bio bollito, 100 g di patate bollite, 320 g di tonno sott’olio, due uova, 30 g di formaggio grattugiato a vostra scelta, se vi piace un po’ di prezzemolo tritato e infine 80 g di pangrattato più il pangrattato per la panatura.


Lessate il miglio biologico secondo le istruzioni riportate sulla confezione e nel frattempo lessate anche 100 g di patate, schiacciatele bene con la forchetta e unite al miglio. Ora aggiungere  il tonno, le uova sbattute (verifichiamo prima la consistenza perché se l’uovo è parecchio grande magari ne basterà solo uno), quindi il formaggio e pangrattato. Quindi mescolare fino ad ottenere una massa lavorabile facilmente con le mani e iniziare a dare la forma alle polpette. Le stesse andranno infine passate nel pangrattato. Nel frattempo provvedere a scaldare l’olio per la frittura e iniziare a friggere. Se invece preferite prepararle al forno, preriscaldate il forno a 180 gradi, adagiatele sulla teglia rivestita con carta forno, passate un giro di olio e infornate! Dopo un po’ verificatene la doratura perché sarà il momento di girarle per farle dorare su tutte le superfici. Ottime calde ma anche a temperatura ambiente.

martedì 15 febbraio 2022

Risotto alla arancia con zeste caramellate...un riso biologico dalla Lomellina, azienda DICRISTIANA

Conosco casualmente, grazie ad una amica comune, Cristiana Sartori, la fondatrice della azienda DICRISTIANA, dalla Lomellina con furore mi viene spontaneo dire! infatti lei è un turbinio, un' entusiasta e penso abbia trasferito questa sua caratterialità nel suo progetto che è davvero singolare e per nulla comune. Una laurea in agraria e un pezzo di terreno datole dalla mamma nel 1998 danno inizio alla sua avventura. Un fazzoletto di 30 ettari di coltivazione totalmente biologica, una parte di riso carnaroli e una parte di colture alternative a rotazione, cosi come vuole il protocollo del bio, scelte anche a seconda delle condizioni climatiche oltre che delle caratteristiche momentanee del suolo, che spaziano dal farro, all' avena, al miglio, trifoglio o soia.


Un’avventura ovviamente alla cui base c’è tanto studio serio e tanto apprendimento sul campo in vero senso letterale. La sua azienda e impresa a molti potrebbe apparire folle dato che su questi terreni non vengono utilizzati assolutamente diserbanti, non vengono utilizzati concimi, il terreno non viene arato ovvero si semina su terreno sodo per non rovinare il sottosuolo al fine di preservarne l’invisibile microbiota. A dispetto di quanti possano pensare infatti la scelta di una agricoltura rigenerativa produce risultati pari se non superiori a quella convenzionale. Innovazione che a molti potrebbe sembrare mista a follia dato che sono solo in due ad averla adottata in Italia! Ogni campo ha la sua storia secondo Cristiana e in ogni terreno si percepisce il profumo, oltre che ovviamente il gusto della coltura che ha preceduto quella in essere...insomma per un palato sopraffino si potrà percepire cosa un determinato terreno ha racchiuso sino ad oggi in termini di coltivazioni e ciò immediatamente ci porta innanzi ad un prodotto che a livello olfattivo e al palato cambia costantemente !

Del resto Cristiana non è solo un agronoma ma anche una sommelier del riso e il suo riso ha ottenuto tantissimi riconoscimenti, l’ultimo di poco tempo fa da parte del Gambero Rosso come Top Italian food. E se andate a trovarla nella sua terra probabilmente la vedrete nei suoi campi a strigliare le erbe selvatiche infestanti oppure a raccogliere personalmente gli ingredienti che vengono utilizzati per arricchire e aromatizzare i suoi risi lavorati pronti da cuocere come quello alle ortiche o alla rosa rugosa. Le sue terre sono il suo giardino, semplicemente in un'ottica dalle dimensioni maggiori... Una donna forte, una imprenditrice che crede nel fare squadra con le altre donne e che ama la sua terra e la cura come fosse appunto un giardino, e il suo è sicuramente un piccolo enorme contributo ad un pianeta sostenibile. Vi invito comunque a visitare il sito cosi da avere altre informazioni! www.dicristiana.it 

Io ho utilizzato il suo riso carnaroli per una ricetta a me molto cara che ora vengo a presentarvi. Un riso che nasce dalle sabbie di un terreno povero e le cui piante devono fare il massimo sforzo per assorbire in profondità i micronutrienti così da regalarci un prodotto dal gusto forte, segnato da una marcata sapidità non invasiva e da chicchi color avorio con una tenuta di cottura perfetta!


Per questa ricetta ho utiizzato le arance, 
un frutto tipicamente invernale che mi ricorda l’estate. Forse perché le associo mentalmente al sole dell’amato sud Italia! sia chiaro che io compro solo arance italiane e nella nostra penisola se ne trovano innumerevoli varietà peraltro tutte deliziose! Le utilizzo sovente nelle ricette salate oltre ad utilizzarle nelle classiche spremute che quotidianamente beviamo in famiglia per fare scorta di vitamina C così preziosa! L'ho proposto a degli amici una sera e ha riscosso così successo che è diventata un’abitudine prepararlo anche in famiglia, non solo per gli ospiti o le occasioni speciali. Per questo risotto solitamente non utilizzo l’arancia rossa così tipica ad esempio della zona di Catania ma preferisco arance succose dalla colorazione più bionda che peraltro hanno una fase di maturazione e sono reperibili sul mercato parecchi mesi, come le Washington navel ma anche le Valencia, che trovo anche a marzo inoltrato. Devono essere arance non trattate infatti come vedrete in questa ricetta utilizzo anche la buccia.. mi raccomando per togliere la buccia dovete fare attenzione a non prendere la parte bianca che è amara! Prelevate solo la parte arancione quindi la parte più esterna e vi consiglio di aiutarvi con estrema facilità con un pelapatate. 


  • Riso Carnaroli 400 g
  • 2 arance siciliane non trattate, a vostro gusto
  • Olio extravergine d’oliva 60 gr
  • Una noce di burro per mantecare
  • 40 gr di robiola morbida
  • Parmigiano reggiano DOP da grattugiare 40 g
  • Una cipolla bianca
  • Vino bianco mezzo bicchiere
  • Sale fino q.b.
  • Brodo vegetale 1 litro

Per preparare le scorze di arancia caramellata acqua e zucchero, su 100 gr di acqua circa 60 di zucchero, saranno sufficienti per guarnire 2-3 piatti di risotto, secondo il vostro gusto.

Preparazione:

Per prima cosa lavate bene l'arancia e, con un pelapatate, prelevate la buccia facendo attenzione a non prendere la parte bianca perché è molto amara. Successivamente spremetele e tenete il succo da parte. A questo punto tagliate la scorza in piccole zeste (bastoncini) piuttosto fini e sbollentatele leggermente in un tegame con poca acqua per toglierne l’amaro quindi scolate. Versate l’acqua e lo zucchero in un pentolino e, dopo averlo fatto sciogliere un attimo aggiungete anche le zeste. Mescolate e fate cuocere fino a quando il liquido non risulterà completamente assorbito e le bucce caramellate, attenzione a non farle bruciare! 

Sbucciate e tritate finemente la cipolla, fatela stufare in 3 cucchiai di acqua quindi aggiungete olio extravergine d’oliva e fate soffriggere a fuoco basso,infine aggiungete il riso e fatelo tostare bene per qualche minuto mescolando; quindi sfumate con il vino e successivamente con  il succo di arancia precedentemente messo da parte.

Mescolando portate a termine la cottura del riso aggiungendo un po’ di brodo bollente appena si asciuga il riso. Un paio di minuti prima di fine cottura, aggiungete la robiola, quindi spegnete il fuoco, e mantecate con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva e il parmigiano mescolando bene. Impiattate decorando con le zeste di arancia caramellate e volendo con una macinata di pepe … io nella foto ho spruzzato del sale liquido nero delle Hawaii dato che non amo salare il risotto in cottura..





giovedì 3 febbraio 2022

Croccante alle mandorle in pochi minuti...

Chissà quanti di voi ogni tanto sognano di assaggiare il croccante ... anche solo un pezzettino! personalmente quando ero piccola era una delle prime cose che acquistavo quando andavo alla fiera del mio paese che peraltro ai teneva nei mesi più gelidi e nebbiosi...così vagavo tra banchetti ricolmi di prelibatezze proibite e avvolto nel fumo dell’aria gelida svettava l’inconfondibile profumo di caramello e di frutta secca tostata pronta per la preparazione dell’unico incredibile croccante! Che compravo nei coni di carta oleata!!
La notizia bella è che per preparare un croccante davvero buono oltretutto ricchissimo di granella di mandorle e non troppo dolce o stucchevole al palato, cosa che io apprezzo, ho semplicemente aperto una busta di un prodotto eccezionale di un’azienda siciliana !! Azienda che avrete percepito io apprezzo particolarmente dato che ne ho parlato spesso, realtà che utilizza materie prime di livello elevato ovviamente provenienti dalla Sicilia e che persegue dei criteri di lavorazione delle stesse davvero unici !! Torniamo al croccante!! Infatti mi è bastato attenzione aprire la busta che era all’interno della scatola di una delle loro proposte “Home lab la buona Sicilia” da preparare in casa ..ho steso il tutto all’interno di una pirofila da forno rivestita con carta forno ho bagnato questo preparato con le mani inumidite e ho pressato leggermente quindi infornato !! Il risultato? ecco un croccante con granella di mandorle eccezionale senza sporcare la cucina e senza diventare matti a provare le temperature del caramello e quant’altro!!!  lo quoto appieno!! Nella stessa linea è possibile anche trovare un preparato per i cannoli siciliani da fare a casa oltre che un preparato per dei pasticcini al pistacchio e delle brioche con il tuppo !! adesso devo reperirli tutti!!!


Muffin con ricotta e salmone affumicato..un'idea facile e veloce per un aperitivo

Chissà quante volte vi è capitato di acquistare del salmone affumicato e all’improvviso aprite il frigo e vi rendete conto che è in scadenza oppure ne avete ricevuto in regalo a Natale e non sapete come utilizzarlo oltre che sulle solite tartine!! Ecco allora un’idea davvero carina sia per un aperitivo che per un antipasto !!! Oltretutto se utilizzate dei pirottini piccoli invece dei tradizionali contenitori da muffin otterrete una sorta di piccoli biscotti al salmone belli morbidi, davvero deliziosi e anche molto carini da presentare!




Vi dirò che quando io li ho preparati alla fine si sono rivelati una alternativa o quasi al pranzo dei miei figli perché ne hanno mangiati talmente tanti che poi erano sazi! Ho aggiunto anche della ricotta, ingrediente che avevo in frigo e non volevo buttare e a sorpresa ha conferito una leggerezza incredibile anche perché il salmone in effetti è un pesce parecchio grasso!!’ Insomma questi sono dei muffin classica ricetta svuota frigo! Ecco allora procediamo agli ingredienti e alla descrizione delle varie fasi di lavorazione..


  • 150 gr di Salmone affumicato
  • 1 mazzetto di Erba Cipollina se di vostro gusto
  • 30 gr di Parmigiano Reggiano
  • Due cucchiai di olio extravergine d’oliva 
  • 3 uova
  • 200 gr di Ricotta
  • 300 gr di Farina 0
  • 1 bustina di lievito in polvere per torte salate
  • sale


PREPARAZIONE

In una ciotola separate i tuorli dagli albumi e montateli a neve. In un’altra ciotola lavorate la ricotta con una forchetta quindi aggiungete il parmigiano grattugiato, i tuorli sbattuti con una forchetta, la farina e il lievito. A questo unite il salmone tagliato a pezzettini, l’erba cipollina tagliuzzata con una forbice, l’olio e mescolate bene. Ora aggiungete gli albumi montati a neve, avendo cura di mescolare delicatamente dal basso verso l’alto per evitare che si smontino, ciò aiuterà la morbidezza dei muffins . Aggiustate di sale e di pepe. Riempire degli stampi da muffins in silicone  e infornare..potete usare anche i classici pirottini di carta. Cuocere sino a doratura. 





mercoledì 1 dicembre 2021

Pane con farina di Teff e noci

Aria tersa e pulita, paesaggio alpino a 360 gradi, biodiversità e una tradizione nella lavorazione del grano saraceno che poi si è evoluta nel settore del gluten-free con una offerta davvero mirata e di gran qualità! solo Bío e solo estrema cura verso l’ambiente e verso l’uomo ... questo è il Molino Filippini .. conosciuti ad Expo e rivisti in varie occasioni negli stand di Tuttofood a Milano sempre sorridenti e gentili nel presentare e descrivere un’azienda alla quale si capisce che appartengono ! proprio pochi giorni fa mi hanno dato da provare un ingrediente che mai avevo sperimentato la farina di Teff!  Una farina biologica senza glutine  di vitamine e fibre ideale per la preparazione sia di ricette dolci che salate. Il teff è un cereale originario dell’Etiopia e dell’Eritrea dalle origini antichissime appartenente alla famiglia delle graminacee il cui seme è talmente minuscolo da essere il granello più piccolo al mondo, misurando appena 0.8 mm di diametro. Tanto popolare in Africa quanto praticamente sconosciuto in occidente. Dal teff si ricava una farina ricca di fibre, calcio, potassio e carboidrati complessi, con elevato potere saziante ma basso indice glicemico quindi particolarmente adatta per i diabetici e per coloro che vogliono perdere peso. 

Io l'ho utilizzata per preparare una focaccia e anche un pane che ho cucinato nello stampo da plumcake! Arricchito con alcune noci per dare una croccantezza e gusto in più! Non l’ho utilizzata in purezza ma con una aggiunta di farina zero. Ho preferito un impasto molto idratato quindi per versarlo nella teglia ho infarinato leggermente le mani e unto la superficie della stessa e dello stampo! Molto saporito!


ingredienti: 

250 gr di farina tiff 

250 gr farina zero 

300g di acqua a temperatura ambiente

10g di lievito di birra fresco

Un cucchiaino di miele 

10g di sale fino

30g di olio extravergine di oliva

50 gr di gherigli di noci 

Sciogliere il lievito in una ciotola con il miele e l'acqua appena tiepida

Aggiungere la farina ed iniziare ad impastare. Aggiungete le noci tagliate grossolanamente. 

Versate l'olio e il sale e impastate. L’impasto risulterà molto bagnato ma lasciatelo lievitare nella ciotola. Dopo circa un paio di ore riprendete l’impasto e, aiutandovi con un po' di farina procedete con dei giri di pieghe grossolani ( rimpasto è molto idratato) quindi lasciate lievitare ancora un'ora.


Riprendete l'impasto e  stendetene metà con le mani nella teglia unta di olio mentre l’altra metà nello stampo da plumcake! Aiutatevi con un po di farina. 
Lasciate riposare per 20 minuti a temperatura ambiente. 

Riscaldate nel frattempo il forno statico a 200 quindi infornate, dopo circa 15 minuti abbassate a 170 e terminate la cottura. 

venerdì 19 novembre 2021

Torta salata con ripieno di crema di peperoni, pomodori e cipolla ! colori e vitamine nel piatto

Io adoro i peperoni ....potrei mangiare la peperonata anche a colazione e mentre la sto preparando sono capace di tuffare il cucchiaio per assaggiarla talmente tante volte che poi ne rimane pochissima !!! Da questa passione nasce l’idea per questa torta salata, con un ripieno appunto di crema di peperoni!! l’ha preparata la prima volta mia mamma e poi io l’ho un po’ rivisitata!!


Ricordiamoci che i peperoni si caratterizzano per un basso apporto energetico proveniente soprattutto dal fruttosio, mentre i lipidi risultano pressoché marginali. I peperoni sono un alimento che, se consumato crudo, contiene le maggiori quantità di vitamina C , pazzesco no? un peperone rosso bello maturo può contenere, a parità di peso, fino a 4/5 volte più vitamina C di un'arancia) inoltre ricchi di acqua, di fibre e di sali minerali, soprattutto potassio. I peperoni sono anche un'ottima fonte di betacarotene; in generale, più sono rossi, più betacarotene e vitamina c contengono. 

Procedimento e ingredienti:

Crema di peperoni

Per preparare la crema di peperoni che andrà all’interno della nostra torta abbiamo bisogno di un paio di scalogni, o se preferite di un grossa cipolla rossa, circa 15 pomodorini pachino o pizzuttelli, 1 kg di peperoni rossi belli carnosi, olio extravergine di oliva e un peperoncino piccante.

Potete arrostire i peperoni su una piastra così da spellarli facilmente. Nel frattempo fate stufare lo scalogno tritato con dell’olio extravergine di oliva aggiungete i pomodorini tagliati a pezzi e infine i peperoni spellati e del peperoncino piccante lasciate cuocere qualche minuto quindi frullateli.

Unite a questa crema un uovo e un paio di cucchiai di formaggio grattugiato potete usare del parmigiano o anche del pecorino o anche del formaggio Ragusano insomma quello che avete in frigo! 

Procedimento per la pasta brisee rivisitata o comunque per l'impasto di base:

Nel frattempo procedete con la preparazione dell’impasto avrete bisogno di 200 g di farina e 150 g di fecola, 100 g di burro, un pizzico di sale, un uovo ed eventualmente un po’ di latte se l’impasto dovesse risultare troppo difficile poi da stendere, mezza bustina di lievito per pizze.
Impastare farina, sale, fecola, burro a pezzetti, lievito, uovo e solo alla fine un cucchiaio di latte.

Impastate bene e lasciate riposare un attimo dividete l’impasto in due parti e con la prima metà rivestite il fondo di uno stampo ricoperto con carta forno del diametro di circa 26 cm. Ricoprite con la crema di peperoni preparata precedentemente e lasciata raffreddare, aggiungete del basilico tritato grossolanamente e della mozzarella tritata, circa 120gr.




A questo punto coprite con il resto della pasta che avrete tirato con un mattarello e chiudete bene i lembi della torta. In realtà potete preparare anche dei mini Tortini quasi dei monoporzione, oppure potete limitarvi ad utilizzare la pasta rimanente per fare delle decorazioni sulla torta stessa senza ricoprirla completamente infornate a 200° per circa 40 minuti e godetevi il sole nel piatto! 






lunedì 1 novembre 2021

Una pausa gourmet a Milano, una macelleria che diventa bistrot e prodotti italiani eccellenti da degustare! Benvenuti da Carnieco per un aperitivo milanese

Convivialità! un termine che riconduce al convivium (il vivere cum latino), pertanto evoca il cibo, la tavola imbandita, la festa. Io sono cresciuta cosi ora che ci rifletto, sono emiliana e credo che come una sorta di  tatuaggio invisibile sotto pelle sia insita in me la caratteristica di aver sempre voglia di brindisi, di sorrisi, di assaggi in compagnia!


ma in primis sono italiana e riconosco tutto quello che è dimostrazione di lavoro, di serietà, di materie prime di un certo livello, di unicità e di eccellenza tricolore. Cosi sono i prodotti che ho assaggiato durante la degustazione e la serata da CarnieCo a Milano! una triangolazione perfetta tra Emilia-Romagna, Lombardia e Umbria, tre nicchie, tre chicche, tre prodotti spettacolari in un viaggio virtuale che parte dalla terra che mi ha generato, alla regione che mi accoglie dai tempi dell'universita ad oggi sino ad una bomboniera come solo l'umbria sa essere! 

Ecco a voi il prosciutto crudo di Parma, la bresaola della Valtellina e vini di colline umbre, realtà italiane di cui andare davvero fieri! da dove parte il nostro viaggio virtuale?? 


Il mio viaggio virtuale parte da una location milanese a me ancora sconosciuta sino a pochi giorni orsono, una di quelle nicchie che adoro, ove entri  per assaggiare ma anche per poter comprare prodotti, nella fattispecie carne, salumi, olio extra vergine di oliva rigorosamente italiano, vini o formaggi... parlo di una vecchia macelleria in viale Montenero a Milano che, dietro ad un banco fornitissimo propone un menù in carta davvero interessante!

Prodotti rigorosamente selezionati e di altissima qualità, raffinate tecniche di taglio e cottura e un retro bottega che non ti aspetti! Cosi attraverso la vecchia porta di una cella frigofera accedi alla sala dove è possibile sedersi per una apertitvo o una cena, e ti trovi catapultato tra luci soffuse e un neon rosso fuoco dalla scritta accattivante...in blood we trust! per passare, volendo, ad un piccolo dehors all'aria aperta. ... 




Per l’occasione io e alcuni amiche abbiamo degustato i prodotti di tre aziende come gia vi accennavo! Eccole: il salumificio San Michele, dalle campagne di Felino (Parma), che all’origine era un semplice prosciuttificio e nel tempo si è espanso nella campagna di Langhirano patria per eccellenza del prosciutto di Parma, aprendo altri stabilimenti al fine di verticalizzare tutto il procedimento e tutte le fasi di lavorazione e produzione di prosciutti veramente eccezionali!

Vi basti pensare che ad oggi ne vengono prodotti circa 800.000 l’anno! Io ho assaggiato il prosciutto di Parma 24 mesi e vorrei potervi far sognare la dolcezza poetica di ogni fetta..

L’ho accompagnato sorseggiando alcune etichette della casa vinicola Terre de la Custodia e qui ci spostiamo in Umbria, una regione tanto affascinante e pregna di tradizioni quanto a parer mio così riservata, patria della famiglia  Farchioni che si dedica al proprio territorio da generazioni, attenta alla sostenibilità ambientale e all’innovazione per la produzione di grandi prodotti!, partendo dal core business che è la produzione di olio extravergine di oliva sino alle birre eccezionali artigianali e ai vini che abbiamo degustato durante la pausa gourmet di pochi giorni fa... bollicine metodo classico a base grechetto e Pinot nero, perfetto per un aperitivo e persistente al palato, e il Montefalco grechetto doc, vino che profuma di frutta e di fiori! ovviamente la loro offerta spazia ulteriormente...vi invito a visitarne il sito.. 

Nel frattempo ci siamo fatti deliziare da un altro salume che personalmente scelgo sulla mia tavola molto spesso! Mi riferisco alla bresaola della valtellina, nella fattispecie la bresaola Bordoni, orgoglio di una famiglia che, da un paesino della Valtellina, tra aria rarefatta e pulita e tanta attenzione per il proprio territorio, ha creato un prodotto di altissimo livello , partendo da una piccola macelleria sino alla bella azienda di oggi.

Grande passione e professionalità per un prodotto ad oggi certificato IGP di altissima qualità apprezzato a livello globale. In fondo riflettevo che il filo invisibile che lega le aziende di cui vi ho raccontato è proprio la capacita'  di portare avanti per generazioni un progetto di famiglia con incredibile passione e lungimiranza, di superare i possibili gap generazionale e di avere un successo globale grazie ad una visione univoca e ad una grande passione unite al legame indissolubile con il proprio territorio! 

Cheers!

www.carnieco.it

www.san-michele.it

www.bresaolabordoni.it

www.terredelacustodia.com

mercoledì 27 ottobre 2021

La presentazione della nuova collezione primavera/estate di Doria 1905 e il supporto a Lilt con uno speciale modello creato per il pink month

Da qualche tempo ormai il mese di ottobre si tinge idealmente di rosa e numerose organizzazioni e aziende partecipano alla campagna nazionale di sensibilizzazione per la prevenzione del cancro al seno ovviamente in collaborazione con Lilt. Anche lo storico marchio di cui già vi ho raccontato svariate volte in passato ha deciso di collaborare a questa importante campagna e lo ha fatto presentando un modello in rosa di uno dei suoi cappelli iconici realizzato per l’occasione in versione autunnale..


Ecco il Raindrops Boris Pink Edition, una vera chicca tanto femminile quanto genderless nella forma, caratteristica peraltro di parecchi modelli di Doria 1905. Morbidissima al tatto e pure realizzata in un tessuto tecnico che protegge dal vento pioggia e freddo in una palette rosa che, proprio per il materiale utilizzato, è in grado di catturare le sfumature della luce così da abbinarsi ai look più svariati. L’intero incasso derivante dalla vendita di questi cappelli sia online che presso i punti vendita verrà devoluto per tutto il mese di ottobre alla LILT Milano Monza Brianza, un gesto veramente stupendo. Ho potuto provare questo copricapo durante la presentazione della nuova collezione primavera estate di Doria 1905.. 


Bucket Hat Pink Edition
 





Finalmente il viaggio tra le forme e l’artigianalità di Doria può riprendere in presenza con tutta la magia che questo termine riesce ad assumere in questo momento, regalandoci la possibilità di rivedere volti ai quali ci si è davvero affezionati e che sono mancati in questi due anni di lontananza. Eccoci nello show room milanese ove sfilano anche stupendi accessori e borse artigianali del marchio Biagini.

E allora la casa Salentina ci riporta nei colori di quella magica terra, colori di mare e abissi, colori di erba e natura, intrecciati in fili di materiali pregiati, o tessuti organici possibilmente ecosostenibili come il lino, il canvas in versione luxury o il cotone senza mai tralasciare i classici come la preziosa rete a giro inglese, il patchwork sartoriale creato in atelier volto proprio a dare una seconda vita ai tessuti delle stagioni passate, le pregiate paglie di mare che vengono mantenute nel loro colore naturale senza essere sbiancate e che quindi ricordano i riflessi della luce che incontra le onde e le illumina nei loro arcobaleni sotto acqua, e ancora le rafie, la canapa. Una collezione insomma, quella della primavera estate 2021, che pone attenzione proprio all’utilizzo di materiali naturali e che delinea forme pulite, perchè la sostenibilità è il nuovo mantra. Li ritroviamo nei Panama classici e sfaccettati in color frumento o gesso, nel color lago ma anche nei Panama intrecciati bicolore che ricordiamolo necessitano di settimane di lavorazione, nota peculiarita e vanto per lo storico marchio ricordiamolo. Tornano le coppole leggere e stilose perché in fondo tutti aspettiamo la primavera e così le vogliamo, tali da imprimerci un certo stile pur nella loro leggerezza e nei color cipria e pastello.



E se la primavera dovesse essere piovosa ecco che il Canvas di cotone viene spalmato e cambia pelle cosi da trasformarsi in un simil vinile, traspirante ma antipioggia. 


Torna il co-branding con Acqua dell’Elba nella mia nuance preferita, turchese verde acqua che sa tanto di spuma delle onde, decorato da un gros grain, in puro lino con una fodera leggera perfetta per la stagione calda e l’immancabile lavorazione artigianale ricca di preziosi dettagli.




Così ci troviamo a sognare la futura stagione attraverso queste palette così primaverili...parlo in prima persona essendo una vera metereopata attaccata ai mesi di luce come in primavera ed estate!! Ma il freddo è alle porte e l’azienda Salentina ci facilita nell’affrontare i rigori invernali con morbide lane purissime, raffinati feltri, accoglienti montoni rovesciati e una pioggia di baschi colorati.. ovviamente in quelli che sono gli iconici colori di terra e di profumi tutti salentini, chi si tratti di bosco, olivo, tabacco o Negramaro e delle loro declinazioni cromatiche!

Lo ritroviamo nella linea Drop, tanto essenziale e semplice quanto elegante e ricercata nelle lavorazioni, e lo troviamo anche nella novità assoluta per la stagione autunno inverno 2021 ovvero nel nuovo print Decò - D, ricavato da una firma di inizio secolo e riproposto come motivo grafico  bicolore su popeline. eleganza senza tempo...Come sempre... buon viaggio




www.doria1905.com

giovedì 21 ottobre 2021

Lo gnocco fritto della nonna...la mia infanzia emiliana in un piatto

Io me lo ricordo ancora quel profumo di fritto inconfondibile che ti entrava sottopelle e quei pezzi di pasta fritta bollenti che mangiavi con i salumi mentre gli stessi si scioglievano letteralmente al palato .. mamma mia erano un tutt’uno insieme a lui!! il re dell’Emilia-Romagna!! il o gnocco fritto! Una nonna a Mirandola e una nonna a Concordia  sulla secchia.. eppure nonostante questa manciata di chilometri le loro due ricette erano nettamente diverse! Uno era un po’ più alto e spesso pertanto risultava forse un po’ più soffice da fritto e l’altro, viste le braccia possenti della amata nonna Maria, diventava sottilissimo sotto il suo matterello quindi si friggeva in un attimo, in un battito di ciglia! E sfrigolava .. come era buono!!! Fritto nello strutto che ora solo a sentirlo nominare metà dei miei lettosi sviene...E nonostante le quantità folli che venivano preparate io, mio fratello e miei cugini eravamo sempre lì a litigarcelo! Con la coppa che scioglieva appena l’appoggiavi sul gnocco, il prosciutto e il salame !!! solo chi è nato in Emilia-Romagna forse può capire... sta di fatto che ad oggi ogni tanto (spesso) lo prepariamo ancora a casa mia eppure non ha lo stesso gusto di quello delle mie nonne nonostante ne seguiamo la ricetta.  Che poi a dirla tutta quello che restava, se ne restava, il giorno dopo era ancora più buono! ma non so se definirli dei segreti della memoria e attribuire loro il fascino di quanto non c’è più e quindi di relegare tutta quella bontà al mio immaginario o se davvero le materie prime che utilizzavamo erano così particolari ed eccezionali rispetto a quelle di oggi chissà.. la ricetta entro sera la metto sul blog! La volete? Premetto che io non lo friggo nello strutto! a volte lo preparo anche ripieno... i miei amici ne vanno matti! Ovviamente il lambrusco si abbina benissimo! ma anche un rosè spumantizzato è perfetto!



Ecco due versioni e due ricette per l'impasto..ammetto di andare molto ad occhio per le quantita di acqua rispetto alla farina. Ricordate l'impasto deve essere elastico e non troppo bagnato altrimenti risulta difficile da stendere! inoltre infarinate il tagliere sempre prima di stendere altrimenti si attacca tutto!

RICETTA 1

500 g di farina, 25 g di lievito di birra, 250 -300 g di acqua un poco di zucchero un pizzico di sale e strutto per friggere

Impastare bene la farina con il lievito precendemente sciolto nell’acqua tiepida insieme allo zucchero, aggiungere il sale e lavorare vigorosamente per almeno 10 minuti fino ad ottenere un impasto bello liscio. Lasciare riposare l’impasto in luogo fresco per circa tre ore. Stendere la pasta sottile col matterello, tagliare dei rombi e friggere nello strutto bollente. Servire con salumi a piacere.

RICETTA 2


Sciogliere in 200 g di latte tiepido 15 g di lievito di birra quindi unire sulla spianatoia di legno 300 g di farina 0, 25 g di strutto morbido e un pizzico di sale!  lavorare bene e impastare sul tagliere di legno con colpo di polso deciso!!!  fare lievitare per almeno due ore al fresco quindi stendere la pasta col matterello, tagliare dei rombi e friggere nello strutto.
Servire bollente con salumi a piacere