venerdì 29 maggio 2015

Last minute Greek style

Comunicarmi con poco prevviso una visita in orari da pasto non mi crea particolare affanno. Amo inventare e sbizzarrirmi con quel che mi offrono Il mio frigo e la dispensa, che comunque sono sempre abbastanza provvisti di tutta una serie di ingredienti base per creare piatti sfiziosi. Anzi credo che questo dettaglio sia il mio punto di forza in cucina. Invento, modifico e rivisito ricette precedentemente lette in giro o sentite a qualche programma culinario televisivo. Lo faccio con quel che ho a disposizione. Volete ora sapere il mio tallone d'Achille? Ovviamente i dolci. Chimica pura. Ricette da seguire pedissequamente. Precisione e nulla da lasciare all'improvvisazione ...li preparo lo stesso ovviamente ma non di certo per ospiti last minute. Ieri i miei ospiti venivano da lontano e transitavano dalla mia città per poche ore. Accaldati. Poco affamati o forse un po' condizionati dall'incombente prova costume, mi hanno chiesto una cosa fresca e leggera. Avevo casualmente un cetriolo, gli immancabili rossi sugosi pomodorini, i cipollotti ovviamente ingrediente di stagione, il balcone mi offre menta e basilico solo da cogliere dai miei vasi, il frigo mi mostra una feta comprata per una ricetta che volevo provare..il gioco è fatto. Ho pensato ad una freschissima insalata alla maniera greca, senza olive perché le ho terminate, ma con qualche bella mandorla siciliana fatta tostare in padella..una spolverata di zenzero alla fine. Banale vero? Beh, avevo preparato come quasi ogni giorno la pasta per il pane e la focaccia che porto ai bimbi per la merenda all'uscita da scuola e prima degli sport. Ho deciso di usarla per fare delle ciotole di pane. Ho semplicemente unto degli stampi da budino e da pan di Spagna, peraltro diversi tra loro, , diametro circa 15 cm, sul lato esterno. Li ho ricoperti sempre esternamente con la pasta da pane tirata, stesa con le dita e li ho lasciati riposare 20 minuti poi infornati a 200gradi sino a doratura. Estratti dal forno avevo le mie ciotole per l'insalata!! 

domenica 24 maggio 2015

A.A.A. Amici. Aperitivi. Allegria.

Voglia di estate, di aperitivi all'aperto, magari in terrazza o in giardino se li avete. Amici da raccogliere all'ultimo momento, altri che si aggiungono all'improvviso. Chiacchiere con il bicchiere in mano. Invece delle solite banalità potete offrire idee carine ed originali oltre che buone. Preparate in anticipo queste sfiziose girelle di sfoglia e congelatele. Basterà lasciarle a temperatura ambiente per una mezz'ora e poi nel forno caldo tre minuti. Poi via nei cestini sparsi tra gli ospiti. Potete utilizzare anche la sfoglia senza glutine ma mi raccomando allora di utilizzare farina senza glutine per preparare la béchamel. Vi darò presto altre idee per i vostri aperitivi..


lunedì 18 maggio 2015

Organizzarsi per tempo con tre figli affamati..un must

Il gateau è un piatto salva cena . Io la vedo così. Quando lo preparo cerco di abbondare. Quasi ogni sera intorno alle 19,30 torno con i miei tre figli maschi dalle loro varie attività sportive, io sono trafelata anche un po' isterica, devo lavarli di corsa, loro sono affamati, stanchi e ancora adrenalitici. Insomma quando riesco per tempo a preparare il gateau non solo per me è tutto più semplice perché basta scaldarlo in forno e farlo gratinare per cinque minuti ma soprattutto per loro è' una gioia perché lo adorano. Un piatto completo e volendo anche gluten free, io ho usato delle fette di pan brioche senza glutine che poi ho frullato.Proteine in abbondanza lo so! Ma anche energia per bimbi in crescita. Scegliete ingredienti sani. A me questa volta mancava la giusta dose di parmigiano ma avevo un gentile omaggio datomi da Nonno Nanni durante le giornate di Tutto Food 2015. Delle fettine di formaggio preparate con stracchino. E tanto latte buono. Ai bimbi non l'ho detto subito perché temevo che di fronte alla novità avrebbero brontolato. Invece stavolta non mi è durato due giorni. Lo hanno divorato.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

700 g di patate rosse
50 g di burro o olio extra vergine
1 uovo
150 g di prosciutto cotto a fette
100 g di mozzarella
100 g di fettine Nonno Nanni
pan grattato o fette di pan brioche da frullare , io ho usato quelle senza glutine di Eat Gluten free
sale
pepe
parmigiano reggiano 30 mesi grattugiato gr 40
teglia antiaderente da forno cm 26
PROCEDIMENTO:
Lavare le patate e lessarle in abbondante acqua salata. Le patate saranno cotte quando si potrà infilare una forchetta senza che ci sia resistenza ma potete sveltire questo passaggio tagliandole a pezzi dopo averle pelate.
Scolare le patate e ancora calde pelarle e passarle allo schiaccia-patate. Se non lo avete usate un frullatore a immersione anche se in questo caso fate attenzione che non esca un composto troppo cremoso.
Tagliare la mozzarella a pezzetti, strizzatela se fosse troppo acquosa. In una ciotola unire le patate passate e l' uovo.
Accendere il forno a 200 C. Ungere una teglia da forno da 26 cm con il burro e cospargerla di pan grattato.
Adagiare sulla teglia meta' del composto, livellarlo con un coltello quindi disporre sulla superficie le fette di prosciutto, parte della mozzarella spingendola anche all'interno del composto, infine le fettine di formaggio Nonno Nanni. 

Ora ricoprire con l'altra meta' del composto. Cospargere  la superficie del gateau della rimanente mozzarella, di altro pan grattato o frullato, di parmigiano e qualche fiocchetto di burro o una girata di olio evo.
Cuocere in forno per 20-30 minuti circa, verso la fine azionare il grill così da dorare la superficie. Quando sarà tiepido potrà essere tagliato in porzioni.




giovedì 14 maggio 2015

Peccato sia temporary..

L'Expo, evento di portata nazionale ma sicuramente sentito a Milano in modo particolare, ha scatenato aperture a catena di nuovi locali. Un indotto che trovo stia riportando la città ai tempi della famosa e gaudente Milano da bere, da intendersi come una realtà amante della condivisione di un momento di relax, divertimento e chiacchiere con gli amici, e lo fa con un'offerta davvero variegata ed interessante di nuovi angoli dove incontrarsi dal caffè del mattino all'aperitivo, alla cena e al dopo cena. Ne sto provando alcuni ultimamente. Alcuni che a malincuore rimarranno aperti solo per i sei mesi di Expo. Uno di questi è Al Cortile, bio temporary restaurant in partnership con Almaverde, un retail bio tutto Made in Italy. Un angolo sotto un cielo di lampadine appese nel blu dove cenare all'aperto, ma anche al chiuso con tanto di cucina super attrezzata a vista, dove di giorno si tengono i corsi di Food Genius Academy, scuola di formazione professionale di Alta cucina. Un dedalo di viuzze e corridoi all'interno di una ex area dismessa in zona Bocconi ti conduce ai tavolini di questo delizioso ristorante che rimarrà aperto dalle 19.00 tutte le sere tranne il lunedì, mentre la domenica proporrà anche un brunch ovattato lontano dai rumori della città. Il menù sarà curato, tranne che in occasione delle serate a tema che prevedono l'intervento di chef stellati nazionali ed internazionali, dai più talentuosi alunni del corso di cucina e prevede una lista di tapas gourmet create da loro e davvero originali come intreccio di gusti. In abbinamento ad ognuna di queste, il barman Tucci propone cocktails pazzeschi. A me, che dopo aver divorato un Giardino di Primavera vegano dove il pesto di sedano pinoli e nocciole si scioglieva in bocca con la quenelle di ceci al curry e curcuma e alla maionese alla barbabietola della bravissima Eleonora, ho scelto un polpo croccante alla vaniglia con melanzane, datterini e puntarelle, è stato suggerito uno Spritz noir da perdere la testa. Alla fine ho assaggiato una serie di prelibatezze convogliate in un dolce, oltre ad un tiramisù sullo stecco stile gelato da passeggio, creato su una base di carciofi..con un cocktail al profumo di rosmarino, limone e rum che..dovete provarlo. Fidatevi. Al Cortile, via Giovenale 7, Milano.



Beh non vi ho parlato della capasanta con crema di piselli e terra all'acciuga.. E della terrina di ombrina con capperi confit e verdurine..il cocktail in abbinamento è una sorpresa...andate a provarlo...
Non mi dilungo ulteriormente..


lunedì 11 maggio 2015

Risotto Coste e Cipollotti

Ecco una ricetta semplice e allo stesso tempo completa. Un risotto ricco in sali minerali grazie alla presenza di un ortaggio come le coste o biete, presenti peraltro tutto l'anno sul mercato. Il consumo di tali verdure ci apporta ferro e magnesio, vitamine preziose e beta carotene, quindi ha proprietà anti anemiche, emollienti e drenanti, un aiuto naturale per affrontare i primi caldi. Nella ricetta le proteine derivano dal latte. Senza glutine


Ingredienti per 4 persone
350 di riso Carnaroli
650 g di coste
100 gr cipollotti 
30 ml di olio EVO
20 g di burro
40 g di parmigiano reggiano grattugiato
120 g di formaggio caprino morbido fresco - potete anche usare il caprino senza lattosio di Nonno Nanni come ho fatto io
100 ml vino bianco
sale 
pepe secondo i gusti


Tagliate la base ed eliminate la parte più legnosa dei cespi di coste, quindi pulite lavatene le foglie sotto acqua corrente. Nel frattempo pulite i cipollotti, eliminatene le foglie verdi e il primo strato esterno e aggiungeteli all'acqua bollente salata ove farete lessare le coste per una decina di minuti. Quindi tritate finemente i cipollotti puliti. Scolate le coste una volta cotte e conservatene l'acqua di cottura. In un'ampia padella con l'olio fate soffriggere il cipollotto, aggiungere il riso e fatelo tostare brevemente girandolo con un cucchiaio di legno. Aggiungete il vino bianco e farlo evaporare. Unite un mestolo di brodo (acqua delle coste), fate assorbire quindi versate il formaggio caprino e fate sciogliere mescolando. Con un coltello sminuzzate le coste lessate e trasferitele nella pentola del risotto dopo 8 minuti. Continuate la cottura del risotto, aggiungendo del brodo quando necessario.  Verso fine cottura aggiungete il burro, spegnete e versate il parmigiano mescolando bene. Lasciate riposare un minuto e servite.

lunedì 27 aprile 2015

Brr…che freddo! Ecco una bella e buona minestra per scaldarci!


Con questa pioggia e Freddo, ci vuole proprio una minestra come questa:
Ceci, Spinaci e Zafferano! eccovi la ricetta e le dosi per 2,4,6 persone! Buon Appetito!



Minestra ceci, spinaci e zafferano INGREDIENTI
  •   Pasta di semola tipo ditalini
  •   Ceci secchi oppure confezioni di ceci lessati
  •   Spinaci freschi
  •   Zafferano
  •   Cipolla
  •   Olio extravergine di oliva
  •   Sale
  •   Acqua

    Pentole e necessario:
  •   Pentola
  •   Casseruola
  •   Tagliere
  •   Coltello, cucchiaio
x 2 persone
80 gr 
200 gr 
100 gr
1 bustina 1⁄2

1 cucchiaio q.b.
0,6 litri

x 4 persone
160 gr 
400 gr 
200 gr
2 bustine 1

2 cucchiai q.b.
1,2 litri

x 6 persone
240 gr 
600 gr 
300 gr
3 bustine 1+1⁄2

3 cucchiai q.b.
1,8 litri

Procedimento:
Lasciate per 12 ore i ceci in ammollo in abbondate acqua. Il mattino seguente, metteteli a cuocere in una pentola con 1,2 litri di acqua salata; nel frattempo, lavate gli spinaci per eliminare ogni residuo di terriccio, quindi tritateli grossolanamente a coltello e uniteli ai ceci in cottura. Se usate i ceci già lessati metteteli a cuocere in acqua bollente e dopo 1 minuto aggiungete gli spinaci. Sbucciate e tritate finemente la cipolla, fatela rosolare a fuoco basso con l'olio e due cucchiai di acqua e, quando sarà quasi trasparente, spolverizzatela con lo zafferano e bagnate con 2 cucchiai di acqua di cottura dei ceci. Mescolate, poi unite questo soffritto ai ceci e agli spinaci. Poco prima che i ceci siano pronti (ci vorra circa 1 ora di cottura se usate quelli secchi, se invece avete quelli gia' pronti basteranno 3 minuti prima di aggiungere la pasta) versate nella stessa casseruola i ditalini e lasciate sobbollire sino a cottura della pasta. 


domenica 26 aprile 2015

Con Grimbergen atmosfere medievali a Chinatown

Applauso alla mente che ha ideato il gioco filo conduttore dell'evento Grimbergen, facendo così affiorare il fanciullino che c'è in noi, desideroso ancora di accettare sfide giocose e immedesimarsi in un ruolo. Una chiesa sconsacrata dal sapore di altri tempi, gotica e misteriosa in piena Chinatown milanese, dove al tuo arrivo vieni omaggiato di un cappuccio da monaco medievale da indossare per dissimulare la tua identità e calarti nelle vesti di un degustatore di birre d'abbazia. 


Così inizia il nostro viaggio, grazie a Rossi e Bianchi, alla scoperta di tre birre tra loro molto differenti, caratterizzate dall'emblema di una Fenice, simbolo nei tempi di rinascita, tutte a marchio Grimbergen. Fenice che riporta quindi alle molteplici e devastanti ondate distruttive e alle successive ricostruzioni che hanno coinvolto l'abbazia di Grimbergen ma che hanno allo permesso ai monaci di sopravvivere e tramandare le preziose ricette per ottenere questa triade di birre così differenti tra loro ma tutte caratterizzate dalla fermentazione ad alte temperature e da una attenta selezione di lieviti. Noi monaci medievali per qualche ora le abbiamo assaggiate assaporandone lentamente la texture per indovinarne alcune caratteristiche, nella fattispecie l'esatto colore, giallo dorato o ambrato o mogano...la prevalenza di note speziate, fruttate, tostate o maltate e assegnare ad ognuna di loro un numero, parte di un codice per provare ad aprire il lucchetto di un misterioso forziere.. Grande soddisfazione per me l'esserci riuscita! Ad ognuna delle birre in degustazione è' stato abbinato un mix di sapori interessanti. La Grimbergen Blonde, giallo dorato e 6 % vol., dalle piacevoli note fruttate e lievemente speziate al palato si sposa perfettamente con un pane alle olive farcito con bufala, acciughe marinate, pomodoro secco e zucchina grigliata. La Grimbergen Double Ambree , trasparenze mogano dal sapore agrodolce e dai sentori di caramello, 6,5% vol. ci viene proposta con un panino alle noci il cui interno nasconde culatello di Sauris, gorgonzola stagionato e germogli di ravanello. Infine la Grimbergen Blonde , 6,7%vol., ambrata alla vista,  richiami fruttati e allo stesso tempo speziati al palato, viene degustata con un panino morbido ripieno di bastoncini di mango, formaggio e prosciutto. Grande protagonista anche il Parmigiano Reggiano da degustare in tre versioni ovvero tre diverse stagionature, 12, 24 e 36 mesi, al fine di comprenderne le sfaccettature derivanti appunto dal diverso invecchiamento che si presta di conseguenze a svariate interpretazioni in cucina. 

Per una emiliana doc come me l'abbinamento Parmigiano - birra poteva sembrare azzardato.. Non lo è stato! Ve lo garantisco. Un tripudio di sapori e profumi che ha trovato giusta conclusione nell'alzatina traboccante di praline artigiani al cioccolato. Insomma un evento che ha coinvolto tutti i sensi pur avendo il gusto protagonista. Sappiate che verrà replicato in altre location italiane. Seguite le date sul sito Grimbergen e Carlsberg Italia. 

giovedì 23 aprile 2015

I Say Tomato..You Say Tomato...

Salutarsi con baci, abbracci e scambi di biglietti, di numeri telefonici e contatti sui social come al rientro dalle vacanze estive... fatto! Di certo l'immaginario collettivo troverà inverosimile un tale atteggiamento gregario tra persone che mai si erano viste o quasi in precedenza, eppure ciò è' evidentemente il frutto di una selezione di soggetti che la brava organizzatrice Alessandra Lepri ha saputo convogliare in quel di Rivergaro e dintorni. La tre giorni dedicata al pomodoro, ambasciatore mondiale della cucina Made in Italy, e alle sue applicazioni sia nel settore enogastronomico che cosmetico e alla inaugurazione di questa affascinante location, la Fabbrica54, ex sede produttiva della De Rica costruita ad inizio '900 e recentemente riportata in vita da una sapiente e intelligente ristrutturazione voluta dal gruppo Ge.a.min di Giovanni Burgazzi, si è' appena conclusa. Chi già mi segue ha visto innumerevoli foto che in parte riassumono l'entusiasmo generale e la varietà di eventi e di momenti che si sono susseguiti. Ve li illustro brevemente contando di soffermarmi in maniera più dettagliata in un secondo momento. Direi che la visita alla cantina di Torre Fornello, i vini testati e l'ottimo pranzo che ha preparato la brava chef Carla Aradelli, del Ristorante Riva di Ponte dell’Olio hanno contribuito a rompere il ghiaccio tra gli intervenuti.






Una cantina sorprendente, una persona, Enrico Sgorbati, che trasferisce nei suoi vini un amore commovente e del resto sono pure sulla lista vini dell’Osteria Francescana di Bottura, dettaglio non di poco conto direi.. Un prato dove perdere lo sguardo all'orizzonte. Meraviglia rigenerante. La sorpresa di essere accolti da una mostra di gioielli, Unconventional Jewelry, Gioielli in Fermento, davvero originali utilizzando come contenitori da esposizione delle botti ripulite e rimesse a nuovo. Gioielli che fanno parte di un concorso creativo giunto alla sua quinta edizione. Io vi consiglio vivamente una sosta!


La giornata è proseguita, dopo il trasferimento alla Fabbrica 54, con le mani in pasta, nel vero senso della parola. Che goduria affondare le braccia in quasi due kg di farina per impastare e sfornare sotto la guida di un maestro eccellente come Luca di Massa, fiduciario dell'Associazione Verace Pizza, e titolare della pizzeria +39 Ita a Castenaso (Bologna), doppiata dalla Vecchia Malga sita presso l'aeroporto Marconi (cui è' dedicata una pizza che mi dicono essere eccezionale), delle fantastiche pizze col cornicione, traboccanti di ben 4 varietà di pomodori , tra cui il piennolo giallo profumato e un po’ dolciastro, e altrettanti tipi di formaggio. Per me che adoro impastare e ho davvero due braccia rubate all'agricoltura, vedere la pizza che di solito sogno ad occhi aperti uscire dopo solo 90 secondi di cottura dal forno a legna e' stato emozionante. 


Per non parlare della fantastica birra in accompagnamento, la Zen, aromatizzata allo zenzero e al pepe rosa e prodotta dallo stesso Luca! 







Per fortuna l'hotel che ci ospitava era dotato di una palestra tecnogym ben attrezzata così ho potuto smaltire un po' prima di ricominciare la maratona mangereccia del giorno seguente!! 
Giorno che ha visto gli interventi di Stefano Pronti che ha scritto un libro in uscita sulla Cucina Piacentina nella storia, di Alessandra Lepri che ha tracciato un piacevole parallelo tra moda e cibo, pomodoro in particolare, dato che quest'ultimo ha spesso ispirato famosi stilisti che hanno trasferito frutta e verdura nei loro tessuti ed abiti o accessori.





È' stato quindi il momento dell'intervento di Eugenia Palumberi, una delle titolari della casa cosmetica Camorak che ha portato i principi attivi di questo fantastico prodotto, il pomodoro appunto, una linea cosmetica anti aging ricca di lisati di pomodoro e quindi di licopene, ingrediente di cui il pomodoro e'ricco e potente alleato, come illustrerà subito dopo la dott.sa Flavia Correale, endocrinologa e nutrizionista, della nostra salute in quanto coadiuvante nella prevenzione di innumerevoli tumori, di ictus e malattie cardiache.  
Tanta fatica mentale meritava un super pranzo..beh con tre chef stellati per noi è stata una super coccola! Claudio Cesena Ristorante “Antica Osteria della Pesa”, Daniele Repetti Ristorante “Il Nido del Picchio” e Isa Mazzocchi Ristorante “La Palta” membri dell'associazione chef to chef dell'Emilia Romagna ci hanno deliziato il palato con alcune loro creazioni e interpretazioni salate e dolci, aventi il pomodoro come ingrediente principe. Ovviamente il tutto annaffiato dai vini favolosi assaggiati il giorno precedente a Torre Fornello! La visita al Collegio Alberoni di Piacenza ci ha permesso di nutrire la mente e il desiderio di cultura a dovere. Qui una guida preparatissima e davvero gentile ci ha portato nei meandri della storia di questo luogo e delle sue collezioni di arazzi e dipinti, compreso un toccante volto di Cristo a firma Antonello da Messina. 










Un breve riposo per agghindarci con qualcosa di rosso e presenziare alla cena di gala con un mattatore chef d'eccezione, Cesare Marretta, volto presenzialista alla Prova del Cuoco e ristoratore che, mentre cucinava in diretta per parecchie persone, ci illustrava i singoli passaggi propedeutici alla realizzazione del piatto. Cinque portate deliziose. Ingredienti di livello. Compagnia ottima. Danze sfrenate come piace a me. La serata perfetta.  

Ultimo giorno dedicato all’approfondimento cosmetologico da parte della Camorak, la realizzazione in diretta di una crema profumatissima di salute, un balsamo che ha accompagnato un trattamento di bellezza per ognuno dei partecipanti…torniamo alla realtà, è il momento di rientrare. Con il sorriso. Grazie a chi ha reso possibile tutto ciò.




Grazie ad Alessandra, a Laura Spaggiari abile regista che tirava le fila della fitta scaletta, ad Andrea Borghi e Giovanni Burigazzi che hanno ridato vita a questo luogo, la Fabbrica 54, già prenotato per un sacco di eventi e saranno un successo. Alla prossima.